Tasse in Germania: Lohnsteuer, classi fiscali, dichiarazione e AIRE per italiani

Se vivi in Germania sei soggetto lì all'imposta sul reddito in modo pieno, e da dipendente la paghi con una trattenuta in busta paga.

Aggiornata al 2026. Leggi, regole e procedure possono cambiare: controlla sempre le fonti ufficiali indicate o chiedi a un professionista che parla italiano.

Se vivi in Germania sei soggetto lì all’imposta sul reddito in modo pieno, e da dipendente la paghi con una trattenuta in busta paga. Ecco come funzionano classi fiscali, aliquote 2026, contributo di solidarietà, tassa ecclesiastica e dichiarazione dei redditi, e cosa cambia verso il fisco italiano.

Chi paga le tasse in Germania

Per la legge tedesca sull’imposta sul reddito (Einkommensteuergesetz, EStG) chi ha in Germania la residenza (Wohnsitz) o la dimora abituale (gewöhnlicher Aufenthalt) è soggetto a imposta in modo illimitato. La dimora abituale c’è comunque con una permanenza ininterrotta di più di sei mesi. Chi non ha né l’una né l’altra paga solo sui redditi tedeschi.

Il codice fiscale tedesco (Steuer-ID o IdNr) ti arriva per posta dopo la registrazione della residenza: lo spieghiamo nella guida alla burocrazia in Germania.

Se sei dipendente: Lohnsteuer e classi fiscali

Sullo stipendio l’imposta si paga come Lohnsteuer: il datore di lavoro la trattiene a ogni pagamento e la versa al fisco. All’inizio del rapporto devi comunicargli la tua IdNr e la data di nascita; con questi dati il datore scarica per via elettronica dal Bundeszentralamt für Steuern (BZSt) i tuoi dati fiscali, tra cui la classe fiscale.

La classe fiscale (Steuerklasse) la forma in automatico il BZSt. In sintesi:

  • I: persone non sposate, e sposate che non rientrano nelle classi III o IV;
  • II: come la I, per chi ha diritto alla detrazione per genitori soli;
  • III e V: coppie sposate in cui un coniuge chiede la III e l’altro va nella V, su richiesta di entrambi;
  • IV: coppie sposate, entrambi soggetti a imposta in Germania e non separati;
  • VI: dal secondo lavoro in poi, se hai più datori di lavoro.

Le aliquote 2026

Dal 2026 la quota esente (Grundfreibetrag) è di 12.348 euro di reddito imponibile: fino a questa cifra l’imposta è zero. Sopra, l’aliquota cresce con il reddito, secondo la tabella del § 32a EStG:

  • da 69.879 euro l’aliquota sulla parte in più è del 42%;
  • da 277.826 euro è del 45%.

Contributo di solidarietà

All’imposta si aggiunge il Solidaritätszuschlag, pari al 5,5% dell’imposta sul reddito. Secondo la legge in vigore si paga solo se l’imposta supera 20.350 euro (40.700 euro per le coppie con tassazione congiunta), con una fascia di passaggio graduale sopra la soglia.

Tassa ecclesiastica (Kirchensteuer)

Se fai parte di una comunità religiosa che riscuote la tassa (per esempio la Chiesa cattolica o quella evangelica) paghi la Kirchensteuer. Per i dipendenti la trattiene il datore insieme alla Lohnsteuer. L’appartenenza risulta dai dati dell’anagrafe. L’aliquota cambia per Land:

  • 8% dell’imposta sul reddito in Baviera (Monaco) e Baden-Württemberg (Stoccarda);
  • 9% negli altri Länder, quindi Berlino e Amburgo.

Puoi uscire dalla Chiesa (Kirchenaustritt) con una dichiarazione all’ufficio competente. Non si può fare online:

  • Berlino: all’Amtsgericht (tribunale locale) del tuo quartiere, 30 euro;
  • Monaco di Baviera: allo Standesamt (stato civile), su appuntamento, 25 euro;
  • Amburgo: agli uffici per i cittadini (Einwohnerangelegenheiten), su appuntamento, 31 euro;
  • Stoccarda: allo Standesamt, su appuntamento, 42 euro (meno per disoccupati e studenti).

A Monaco e ad Amburgo l’obbligo di pagare finisce alla fine del mese in cui l’uscita diventa efficace. Ad Amburgo l’uscita passa in automatico nei dati fiscali e non devi portare prove al datore.

La dichiarazione dei redditi (Einkommensteuererklärung)

Da dipendente devi presentarla in alcuni casi, per esempio se:

  • hai altri redditi senza trattenuta per più di 410 euro;
  • hai ricevuto alcune indennità sostitutive dello stipendio per più di 410 euro;
  • hai lavorato per più datori di lavoro nello stesso periodo;
  • sei sposato e siete nelle classi III/V o nella IV con fattore.

Se non hai uno stipendio con trattenuta, devi presentarla quando i tuoi redditi superano la quota esente. Se hai redditi da lavoro autonomo o d’impresa, la dichiarazione va inviata online. Il portale ufficiale per tutte le dichiarazioni è ELSTER.

Scadenze per l’anno 2025, secondo l’Ufficio fiscale della Baviera:

  1. 31 luglio 2026 se la fai da solo;
  2. 1° marzo 2027 se ti segue un consulente fiscale (Steuerberater);
  3. 31 dicembre 2029 se non eri obbligato e la presenti di tua scelta, per esempio per avere un rimborso.

Se lavori in proprio

Da autonomo paghi di norma acconti sull’imposta il 10 marzo, 10 giugno, 10 settembre e 10 dicembre. Le attività commerciali (Gewerbe) pagano anche l’imposta comunale sulle attività produttive (Gewerbesteuer): per le persone fisiche c’è una franchigia di 24.500 euro sul reddito d’impresa (Gewerbeertrag) e il Comune fissa il moltiplicatore (Hebesatz). I liberi professionisti di norma non la pagano. Hebesatz attuali: Berlino 410%, Monaco 490%, Amburgo 470% (2026), Stoccarda 430%.

Per l’IVA, nel regime dei piccoli imprenditori (Kleinunternehmer) le vendite sono esenti se il fatturato non ha superato 25.000 euro l’anno prima e non supera 100.000 euro nell’anno in corso. Come aprire l’attività lo spieghiamo nella guida al lavoro in Germania.

Residenza fiscale in Italia e AIRE

Per l’Agenzia delle Entrate sei fiscalmente residente in Italia se, per almeno 183 giorni l’anno (184 negli anni bisestili), in Italia hai almeno uno di questi elementi: dimora abituale, domicilio (il centro delle tue relazioni personali e familiari), presenza fisica, oppure iscrizione all’anagrafe dei residenti, salvo prova contraria (Agenzia delle Entrate).

Per questo è importante l’iscrizione all’AIRE: è obbligatoria se ti trasferisci all’estero per più di 12 mesi e va fatta entro 90 giorni sul portale Fast It. L’ufficio competente è l’Ambasciata a Berlino per Berlino, il Consolato Generale di Monaco di Baviera per Monaco, quello di Hannover per Amburgo e quello di Stoccarda per Stoccarda. Chi non si iscrive rischia una sanzione da 200 a 1.000 euro per ogni anno, fino a 5 anni (Legge 30 dicembre 2023, n. 213). Dettagli nella guida alla burocrazia.

La convenzione contro le doppie imposizioni

Italia e Germania hanno una convenzione per evitare le doppie imposizioni sui redditi, firmata a Bonn il 18 ottobre 1989, resa esecutiva in Italia con la legge 24 novembre 1992, n. 459 e in vigore dal 27 dicembre 1992 secondo il Ministero federale delle finanze.

La convenzione stabilisce quale Paese può tassare ciascun reddito. Per esempio, lo stipendio si tassa di regola nel Paese di residenza, a meno che il lavoro sia svolto nell’altro Paese (articolo 15). Se sei residente in Germania, i redditi che la convenzione lascia tassare all’Italia sono esclusi dalla base imponibile tedesca, ma la Germania può tenerne conto per calcolare l’aliquota; per alcuni redditi, come dividendi, interessi e canoni, invece, l’imposta italiana si detrae da quella tedesca entro certi limiti (articolo 24).

Ogni caso è diverso, soprattutto nell’anno del trasferimento o se hai ancora redditi in Italia: puoi cercare un commercialista a Monaco di Baviera o ad Amburgo, oppure un patronato o CAF a Stoccarda.

Fonti ufficiali

Aggiornamento

Informazioni aggiornate al 2026. Leggi, regole e procedure possono cambiare nel tempo: controlla sempre le fonti ufficiali indicate oppure chiedi a un professionista.

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