Vivere a Bruxelles: guida per italiani

Vivere a Bruxelles da italiano: quartieri, costi, trasporti, clima, sicurezza e primi passi, con dati ufficiali verificati e le fonti di ogni numero.

Aggiornata al 2026. Leggi, regole e procedure possono cambiare: controlla sempre le fonti ufficiali indicate o chiedi a un professionista che parla italiano.

Nella Regione di Bruxelles vivono circa 37.400 cittadini italiani, secondo l’istituto di statistica belga: dopo francesi e romeni, siamo la terza comunità straniera. Qui trovi com’è davvero la città, quanto costa, come ci si muove e cosa fare appena arrivi.

Bruxelles è una capitale piccola: 162 km² divisi in 19 comuni, ognuno con il suo sindaco e il suo municipio. Ma è anche una delle città più internazionali d’Europa: più di un residente su tre ha un passaporto straniero e circa la metà è nata fuori dal Belgio. Si parla francese per strada, francese e olandese negli uffici pubblici, inglese in molte aziende e, più spesso di quanto immagini, italiano.

È la città delle istituzioni europee, ma i funzionari sono una minoranza: gli italiani che lavorano alla Commissione sono circa 4.700, quindi la maggior parte dei connazionali di Bruxelles fa tutt’altro. Il cielo è spesso grigio e la casa costa più che in Italia; in cambio hai una città verde, che si gira bene in tram e in bici, con voli e treni diretti verso l’Italia.

In 30 secondi

  • Città bilingue (francese e olandese) dove l’inglese è la lingua di lavoro di molti uffici internazionali.
  • Gli italiani sono tanti e in crescita: circa 37.400 residenti nella Regione al 1° gennaio 2026, erano circa 32.300 nel 2016. Al consolato di Bruxelles, che copre un’area più ampia, gli iscritti all’AIRE sono circa 114.000 (ISTAT).
  • Piove spesso, ma di solito poco: 190 giorni l’anno con almeno 0,1 mm, per 837 mm in tutto.
  • Muoversi costa poco: 56 € al mese l’abbonamento STIB, 12 € l’anno se hai tra 18 e 24 anni e sei residente.
  • Prima cosa da fare: l’iscrizione al comune entro 3 mesi dall’arrivo, poi mutualità e AIRE.

Bruxelles in 10 numeri

DatoValore
Abitanti della Regione1.255.834 (1° gennaio 2026)
Residenti con nazionalità straniera37,2% (2025)
Italiani residenti nella Regionecirca 37.400, terza nazionalità straniera (Statbel, 2026)
Età media38,1 anni (2025)
Gennaio, minima e massima1,4 °C e 6,1 °C (medie 1991-2020)
Luglio, minima e massima14,1 °C e 23,2 °C (medie 1991-2020)
Abbonamento mensile STIB56 € (tariffe 2026)
Comuni e superficie19 comuni, 162,4 km²
Lingue ufficialifrancese e olandese
Fuso orariolo stesso dell’Italia (UTC+1, d’estate UTC+2)

In questa guida

La città in breve: comuni e quartieri

Quando dici “Bruxelles” puoi intendere due cose diverse. La Regione di Bruxelles-Capitale ha 1.255.834 abitanti e 19 comuni. La Città di Bruxelles è uno solo di questi comuni: 198.674 abitanti, con il centro storico, il quartiere europeo, l’avenue Louise e, più a nord, Laeken. Per le pratiche conta il comune dove abiti: è lì che ti iscrivi.

I comuni dove vivono più italiani, secondo Statbel, sono:

  • Bruxelles (Città): circa 6.100 italiani. Il comune più esteso della Regione (32,6 km²), dal centro alla zona europea fino ad Haren.
  • Ixelles: circa 5.400 italiani, il 6,1% degli abitanti. Divisa in due dall’avenue Louise e dal Bois de la Cambre, confina con il quartiere europeo e ospita i campus delle università ULB e VUB.
  • Etterbeek: circa 3.100 italiani, il 6,3% degli abitanti, la quota più alta della Regione. È piccola (3,1 km²) e a due passi dalle istituzioni europee.
  • Schaerbeek: circa 3.100 italiani. Si estende a nord-est, dalla Gare du Nord al boulevard Reyers.
  • Uccle: circa 2.800 italiani. A sud, verso la Foresta di Soignes, copre da sola il 14% della superficie regionale.

Seguono Anderlecht, Woluwe-Saint-Lambert e Saint-Gilles, ognuno con più di 2.200 italiani. Per capire quanto costa la zona che ti interessa, prima di scegliere leggi la nostra guida all’affitto a Bruxelles.

Un po’ di storia

Il primo nome è Bruocsella: un borgo in una zona paludosa lungo la Senne. La Città fa partire la sua cronologia dal 979, l’anno della fondazione “presunta”. Bruxelles esce davvero dall’ombra nell’XI secolo, con un castello sulla collina del Coudenberg e una cappella su un’isola della Senne, a Saint-Géry. Nel XIII secolo i duchi di Brabante vi trasferiscono la corte da Lovanio.

Nell’agosto del 1695 le truppe di Luigi XIV bombardano la città per due giorni: la Grand-Place va quasi tutta ricostruita, e le facciate che vedi oggi nascono da lì. Una statuetta sopravvive: il Manneken-Pis.

Nel 1830 la rivolta che porta all’indipendenza del Belgio parte proprio da Bruxelles, che diventa capitale. Nel 1958 la città ospita l’Esposizione universale, che apre il 17 aprile al Heysel e conta più di 41 milioni di ingressi; l’Atomium, costruito per l’occasione, non doveva sopravvivere alla fiera. Nello stesso anno Bruxelles diventa sede della Commissione della Comunità economica europea. Nel 1967 arrivano il palazzo Berlaymont e il nuovo quartier generale della NATO, costruito in pochi mesi. Dal 1989 Bruxelles-Capitale è una Regione a sé, accanto a Fiandre e Vallonia.

Un aneddoto che i bruxellesi raccontano volentieri: nel 1747 i soldati di Luigi XV rubano il Manneken-Pis. Per farsi perdonare, il re gli regala un abito e lo nomina cavaliere dell’Ordine di Saint-Louis. È il primo costume di una collezione che oggi supera i 1.200.

Chi ci vive

Al 1° gennaio 2026 la Regione ha 1.255.834 abitanti: appena 39 in più dell’anno prima. Secondo Statbel è una crescita quasi ferma: nel 2025 arrivano dall’estero quasi 14.000 persone più di quante ne partano, ma più di 18.500 lasciano Bruxelles per il resto del Belgio.

È una popolazione molto mista:

  • il 37,2% dei residenti ha una nazionalità straniera (IBSA, 2025), contro il 13,8% del Belgio;
  • nel 2026 solo il 50,57% degli abitanti è nato in Belgio: nel 1996 era il 71,79%;
  • l’età media è di 38,1 anni;
  • le nazionalità presenti sono 183.

Le prime comunità straniere nel 2026, secondo Statbel, sono quella francese (circa 71.500 persone), romena (circa 45.700) e italiana (circa 37.400), davanti a spagnoli e marocchini. Nel 2016 gli italiani erano circa 32.300 e quarti in classifica. Curioso: in tutto il Belgio gli italiani con la sola cittadinanza italiana sono in calo (da circa 157.000 a circa 149.000 in dieci anni), mentre a Bruxelles crescono. Sono numeri di nazionalità: chi ha anche il passaporto belga è contato come belga.

Il dato ufficiale italiano è un altro. Secondo l’ISTAT, al 31 dicembre 2023 gli italiani iscritti all’AIRE presso il Consolato Generale di Bruxelles erano circa 114.000, 6.000 in più dell’anno prima; quelli iscritti al consolato di Charleroi circa 168.000. In tutto il Belgio, secondo le stime provvisorie dell’ISTAT, a fine 2024 erano circa 284.000. I due numeri sono così diversi perché misurano cose diverse: l’AIRE conta tutti i cittadini italiani iscritti nella circoscrizione del consolato, compresi quelli che hanno anche un’altra cittadinanza e i figli nati all’estero; la statistica locale conta solo i residenti della città o del Paese che hanno solo la cittadinanza italiana. La circoscrizione del consolato di Bruxelles, infatti, non comprende solo la Regione, ma anche le Fiandre e i due Brabanti.

Il lato internazionale

A Bruxelles l’Europa non è un’astrazione. A luglio 2026 la Commissione europea contava 33.271 dipendenti, di cui 22.983 in Belgio. Gli italiani sono la prima nazionalità: 4.698, il 15% del personale. Al quartier generale della NATO lavorano circa 4.000 persone a tempo pieno.

Secondo il rapporto 2024 del Commissariato della Regione per l’Europa e le organizzazioni internazionali, a Bruxelles ci sono 38 organizzazioni dell’Unione, 32 organizzazioni intergovernative, 5.369 diplomatici, 730 giornalisti internazionali accreditati e 33 scuole internazionali. La presenza internazionale genera fino al 23,2% dei posti di lavoro della Regione. Il governo belga calcola che il Paese ospita 302 missioni diplomatiche straniere.

E le lingue? Lo studio universitario BRIO della VUB (Taalbarometer 5, dati 2024) chiede ai residenti quali lingue parlano bene o molto bene:

  • francese: 81%;
  • inglese: 46,9%;
  • olandese: 22,3%;
  • italiano: 6,1%.

Sul lavoro il 38,1% usa solo il francese e il 25,3% francese e inglese. Tradotto: con l’inglese ti arrangi negli ambienti internazionali, ma per la vita di tutti i giorni (il comune, il medico, la scuola dei figli) il francese ti cambia la vita.

Sicurezza

Il problema principale di Bruxelles è il borseggio. Nel 2024 nella Regione ne sono stati registrati 16.726, cioè 46 al giorno, secondo l’agenzia regionale safe.brussels: due terzi di tutti i borseggi denunciati in Belgio. La buona notizia è che nel 2025 sono scesi a 12.877 (dati della Polizia federale pubblicati da IBSA). Sono in calo anche i furti in auto e i furti in casa.

La scheda Belgio di Viaggiare Sicuri, il sito della Farnesina, consiglia prudenza soprattutto la sera, nelle zone poco frequentate e vicino alle stazioni ferroviarie. Segnala anche che dal 2024 ci sono state numerose sparatorie per regolamenti di conti legati al mercato della droga, soprattutto ad Anderlecht. Il livello di allerta terrorismo è 3 su 4, come indicato sulla stessa scheda.

Nella pratica: zaino davanti in metro e in stazione, telefono in tasca sui tram affollati. Secondo safe.brussels la violenza nello spazio pubblico si concentra sull’asse tra la Gare du Nord e la Gare du Midi: lì la sera tieni gli occhi aperti.

I numeri da salvare:

  • 112: ambulanza e pompieri, lo stesso numero europeo che usi in Italia;
  • 101: polizia;
  • 1733: medico di guardia la sera, la notte e nel fine settimana;
  • 070 245 245: Centro antiveleni, gratuito, 24 ore su 24.

Muoversi

La rete della STIB ha 4 linee di metro, 18 di tram e 53 di bus, più 11 linee notturne Noctis il venerdì e il sabato. Le tariffe dal 1° febbraio 2026:

  • un viaggio: 2,40 €, con cambi gratis entro 60 minuti;
  • paghi anche con la carta bancaria o il telefono al lettore: 2,40 € a viaggio, ma non più di 8,50 € al giorno;
  • abbonamento mensile 56 €, annuale 560 €, sulla carta MOBIB (6 €);
  • 18-24 anni residenti a Bruxelles: 12 € l’anno; lo stesso per i residenti over 65;
  • senza biglietto valido la multa è di 107 €.

In bici: la Regione ha una rete di itinerari ciclabili regionali e un anello verde di 60 km, la Promenade Verte. Le bici condivise Villo! costano 3,50 € al mese e la prima mezz’ora di ogni corsa è gratis. Fuori dalle ore di punta puoi portare la bici in metro.

Dall’aeroporto di Zaventem (Brussels Airport) il treno arriva alla stazione Centrale in circa 18 minuti; il prezzo comprende un supplemento aeroportuale di 6,90 €. In alternativa il bus 12 della STIB porta al quartiere europeo in circa 30 minuti, con una tariffa speciale di 7,90 €. Da Charleroi, l’aeroporto delle compagnie low cost, la navetta per la Gare du Midi parte da 14,99 €.

Con l’Italia i collegamenti sono tanti. Brussels Airport elenca destinazioni in dieci città italiane, tra cui Roma, Milano, Napoli, Bari e Catania. Da Charleroi gli aeroporti italiani in elenco sono 24, da Alghero a Trieste. Dal 9 settembre 2026 c’è anche un treno notturno diretto: l’European Sleeper Bruxelles–Milano Porta Garibaldi, via Zurigo, tre volte a settimana.

E l’auto con targa italiana? Tutta la Regione è una zona a basse emissioni (LEZ), 24 ore su 24. Ogni auto immatricolata all’estero va registrata gratis su lez.brussels prima di entrare, o al massimo entro 5 giorni. Dal 2026 non entrano i diesel Euro 5 e i benzina Euro 2. Vedi gli errori da evitare qui sotto.

Costo della vita

Bruxelles non è una città economica. Secondo Eurostat, nel 2025 il livello dei prezzi della spesa delle famiglie in Belgio era di 116,2, contro 97,1 in Italia (media UE = 100). La voce che pesa di più è la casa, con acqua ed energia: 134,7 in Belgio contro 91,4 in Italia. Il cibo invece costa quasi come da noi: 104,5 contro 101,1.

Gli stipendi sono più alti. A ottobre 2022 (ultimo dato pubblicato da Statbel) un dipendente a tempo pieno nella Regione guadagnava in media 4.748 € lordi al mese, il 16% in più della media belga. Il salario minimo interprofessionale dal 1° luglio 2026 è di 2.233,61 € lordi al mese. Per capire quanto resta in busta paga leggi la guida alle tasse in Belgio.

Sugli affitti un dato ufficiale recente non c’è. L’ultima indagine pubblica dell’Osservatorio degli affitti della Regione è del 2018: allora un appartamento con una camera da letto, l’equivalente del nostro bilocale, costava in media 647 € al mese. È un dato di otto anni fa: non prenderlo come prezzo di oggi. Per un alloggio preciso puoi calcolare l’affitto di riferimento sulla griglia ufficiale della Regione, loyers.brussels, e confrontarlo con quello che ti chiedono.

Se cerchi lavoro, guarda gli annunci di lavoro a Bruxelles per chi parla italiano e la nostra guida al lavoro in Belgio.

Cosa vedere

I dieci posti da cui partire:

  1. Grand-Place: mercato dal XII secolo, municipio gotico del Quattrocento, patrimonio UNESCO dal 1998.
  2. Atomium: nove sfere che rappresentano un cristallo di ferro ingrandito 165 miliardi di volte. Il biglietto comprende il Design Museum.
  3. Musei reali di Belle Arti: Bruegel, Rubens e anche Tiepolo all’Old Masters; accanto, il Musée Magritte, la più grande collezione al mondo del pittore. Gratis il primo mercoledì del mese dalle 13.
  4. Manneken-Pis e il suo guardaroba: alla GardeRobe di rue du Chêne sono esposti circa 140 dei suoi abiti.
  5. Galeries Royales Saint-Hubert: inaugurate nel 1847, una delle prime gallerie commerciali coperte d’Europa.
  6. Parco del Cinquantenario: costruito per i 50 anni del Belgio, con l’arco trionfale e tre musei (arte e storia, esercito, auto d’epoca).
  7. Mont des Arts: il giardino da cui si vede il centro storico dall’alto, con la torre del Municipio sullo sfondo.
  8. MIM, il Museo degli strumenti musicali: nei magazzini Art Nouveau Old England, con circa 1.200 strumenti esposti.
  9. Le case di Victor Horta: l’Art Nouveau è nato qui; la casa-atelier dell’architetto, a Saint-Gilles, è un museo e patrimonio UNESCO.
  10. Parlamentarium e Casa della Storia europea: gratis, in 24 lingue, italiano compreso.

E tre fuori dai soliti giri:

  • La Foresta di Soignes: 4.400 ettari di bosco dentro la Regione; alcune faggete sono patrimonio UNESCO dal 2017.
  • Le Serre reali di Laeken: aprono solo tre settimane l’anno, in primavera. I biglietti finiscono presto: le date del 2027 saranno annunciate a inizio anno.
  • Il mercato del Midi: ogni domenica dalle 7 alle 14 intorno alla Gare du Midi, tra i più grandi d’Europa.

Per un giro diverso, segui il Percorso del fumetto: più di 80 murales su facciate e muri ciechi, da Tintin a Corto Maltese.

Cosa mangiare

  • Moules-frites: cozze con patatine, il piatto d’inverno per eccellenza, quando le cozze sono di stagione.
  • Frites dal fritkot: il chiosco di patatine fritte è patrimonio immateriale del Belgio, e a Bruxelles ce ne sono almeno 200.
  • Gaufre di Bruxelles: rettangolare, leggera, poco dolce. Quella di Liegi, più piccola e con lo zucchero in granella, è un’altra cosa.
  • Stoemp: purè grossolano di patate e verdure, con salsiccia, pancetta o un uovo.
  • Carbonade flamande: manzo cotto nella birra con pan di zenzero.
  • Chicons au gratin: indivia belga gratinata, altro classico d’inverno.
  • Croquettes aux crevettes: crocchette di gamberetti grigi; ogni anno c’è perfino un concorso per la migliore.
  • Speculoos e cioccolato: la pralina l’ha inventata Jean Neuhaus nel 1912, nella sua farmacia della Galerie de la Reine.
  • Lambic e gueuze: birre a fermentazione spontanea, con un lievito che si chiama Brettanomyces bruxellensis. La Brasserie Cantillon, ad Anderlecht, è un birrificio di famiglia del 1900 e anche un museo vivente della gueuze.

Quando andarci: il clima mese per mese

Il clima è oceanico: inverni miti ma bui, estati fresche, pioggia frequente e leggera in tutte le stagioni. Le medie ufficiali dell’Istituto reale meteorologico (IRM), misurate a Uccle tra il 1991 e il 2020:

MeseMinima °CMassima °CGiorni di pioggiaPioggia (mm)
Gennaio1,46,118,975,5
Febbraio1,57,116,965,1
Marzo3,510,915,759,3
Aprile6,015,013,146,7
Maggio9,218,414,759,7
Giugno12,021,214,170,8
Luglio14,123,214,376,9
Agosto13,923,014,386,5
Settembre11,319,514,165,3
Ottobre8,114,916,167,8
Novembre4,69,918,376,2
Dicembre2,16,619,487,4
Anno7,314,7189,8837,1

Per l’IRM un “giorno di pioggia” è un giorno con almeno 0,1 mm: spesso basta una pioggerellina. Il clima si sta scaldando: rispetto al periodo 1961-1990 la temperatura media è salita di 1,2 °C e i giorni d’estate sono passati da 20 a 30 l’anno.

Il consiglio: maggio, giugno e settembre sono i mesi migliori per una visita, con giornate lunghe e temperature gradevoli. In inverno fa buio presto, ma tra fine novembre e inizio gennaio c’è il mercatino di Natale. Un ombrello pieghevole, in ogni stagione, non è mai di troppo.

Gli eventi dell’anno

MeseEventoCos’è
FebbraioBright BrusselsFestival delle luci e installazioni nel centro.
AprileBIFFFFestival internazionale del cinema fantastico.
MaggioFête de l’IrisLa festa della Regione di Bruxelles-Capitale.
MaggioKunstenfestivaldesartsTre settimane di teatro, danza e arti contemporanee.
MaggioBrussels Jazz WeekendConcerti gratuiti in piazze e locali.
Maggio (anni pari)Zinneke ParadeGrande sfilata in costume per le strade del centro; la prossima nel 2028.
Maggio20 km di BruxellesLa corsa più famosa della città, l’ultima domenica di maggio.
LuglioOmmegangCorteo storico che ricorda la festa del 1549 per Carlo V.
21 luglioFesta nazionaleParata e feste gratuite tra il Parc de Bruxelles e il centro.
9 agostoMeyboomFesta popolare in cui si pianta l'”albero di maggio”, tutelata dall’UNESCO.
Agosto (anni pari)Tappeto di fioriLa Grand-Place coperta da un tappeto di fiori; il prossimo nel 2028.
SettembreGiornate del patrimonioEdifici storici e privati aperti al pubblico per un fine settimana.
SettembreDomenica senza autoTutta la Regione chiusa al traffico privato per un giorno.
OttobreMuseum Night FeverUna notte con una trentina di musei aperti.
Fine novembre – gennaioPlaisirs d’HiverIl mercatino di Natale nel centro.

Le date cambiano ogni anno: controlla sempre il sito ufficiale dell’evento prima di organizzarti.

Curiosità

  • Tour & Taxis porta un nome bergamasco. L’ex area doganale di Laeken, oggi spazio per eventi con un parco di 9 ettari, deve il nome alla famiglia Tasso. Francesco Tasso, nato a Cornello nel 1459, dal 1501 dirige le poste degli Asburgo: dal 1514 l’impresa di famiglia ha sede a Bruxelles. La Treccani lo indica come inventore del sistema postale moderno.
  • La “Casa degli Italiani”. Il palazzo di rue de Livourne 38, che ospita il Consolato e l’Istituto Italiano di Cultura, fu comprato negli anni Trenta con il contributo di Fiat, Olivetti, Pirelli e Martini & Rossi.
  • Le Galeries Saint-Hubert parlano fiorentino. Sono in stile Rinascimento fiorentino e sono state aperte prima della Galleria Vittorio Emanuele di Milano. Il soffitto del teatro che ospitano è di René Magritte.
  • Il Manneken-Pis veste anche italiano. Dopo il Belgio, i Paesi più rappresentati nel suo guardaroba sono Francia, Spagna e Italia.
  • Sei un “zinneke”. Nel dialetto di Bruxelles è il cane bastardo e, per estensione, chi vive in città senza esserci nato. Il bruxellese doc è un “ketje”. C’è perfino una statua: lo Zinneke-Pis, in rue des Chartreux.
  • Gli italiani in Belgio hanno una storia lunga. Il protocollo italo-belga del 23 giugno 1946 prevedeva il trasferimento di 50.000 minatori italiani. L’8 agosto 1956, nella miniera del Bois du Cazier a Marcinelle, morirono 262 lavoratori, 136 dei quali italiani. Dal 2001 l’8 agosto è la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo.

Parole che sentirai

  • Septante, nonante: settanta e novanta. In Belgio non si dice soixante-dix e quatre-vingt-dix come in Francia.
  • GSM: il cellulare.
  • Kot: la stanza o il piccolo monolocale per studenti.
  • Dîner: il pranzo, non la cena.
  • Drache: l’acquazzone improvviso. La sentirai spesso.
  • Savoir: usato anche per “potere” o “riuscire”: elle ne sait pas rester tranquille, non riesce a stare ferma.
  • Une fois: rafforza una frase, un ordine o una domanda, un po’ come il nostro “dai”.
  • Carabistouilles: sciocchezze, fandonie.

Gli errori da appena arrivato

  1. Rimandare l’iscrizione al comune. Se resti più di 3 mesi, devi chiedere l’attestato di registrazione entro 3 mesi dall’ingresso in Belgio, e dal 2025 il dossier deve essere completo già alla domanda. Altrimenti rischi una multa di 200 €. I passi sono nella nostra checklist burocratica.
  2. Entrare con l’auto italiana senza registrarla. La multa per un’auto straniera non registrata alla LEZ è di 150 €, anche se è in regola con le emissioni. Se non lo è, sono 350 €. La registrazione su lez.brussels è gratuita e dura 5 anni.
  3. Sbagliare il colore del sacco. Bianco per l’indifferenziato, blu per plastica e metalli, giallo per la carta, arancione per gli scarti di cucina (obbligatorio), verde per il giardino. Il vetro va nelle campane, mai nei sacchi. I sacchi si espongono nel giorno e nell’orario del calendario del tuo indirizzo (su arp-gan.be). La multa per una raccolta differenziata sbagliata è di 75 €.
  4. Versare più di due mesi di garanzia. Per i contratti firmati dal 1° novembre 2024 la garanzia locativa è al massimo di 2 mesi di affitto, e non va al proprietario: si blocca, per esempio, su un conto a tuo nome. La registrazione del contratto è gratuita e a carico del proprietario. Lo stato dei luoghi (état des lieux) all’ingresso è obbligatorio: fallo con cura. Approfondisci nella guida all’affitto.
  5. Andare dal medico senza mutualità. In Belgio l’assicurazione malattia è obbligatoria: senza iscrizione a una mutualità non hai rimborsi. Chiedi poi al tuo medico di base di aprire il dossier medico globale: con il DMG una visita in studio ti costa 4 €. Tutto il resto è nella guida alla sanità in Belgio.

Galleria

Se ti trasferisci: primi passi

Domande frequenti

Quanti italiani vivono a Bruxelles?

Al 1° gennaio 2026 nella Regione di Bruxelles-Capitale vivono circa 37.400 persone con la sola cittadinanza italiana, secondo l’istituto di statistica belga (Statbel): sono la terza comunità straniera dopo francesi e romeni. All’AIRE presso il Consolato Generale di Bruxelles, la cui circoscrizione comprende anche le Fiandre e i due Brabanti, sono iscritti circa 114.000 italiani, doppie cittadinanze comprese (ISTAT, 31 dicembre 2023).

Che lingua si parla a Bruxelles?

Le lingue ufficiali sono il francese e l’olandese. Nella pratica la lingua più diffusa è il francese, parlato bene dall’81% dei residenti secondo lo studio BRIO del 2024; l’inglese lo parla bene il 46,9%, l’olandese il 22,3%.

Serve il francese per lavorare a Bruxelles?

Dipende dal lavoro. Nelle istituzioni europee e in molte aziende internazionali si lavora in inglese, ma secondo lo studio BRIO il 38,1% dei residenti usa solo il francese sul lavoro. Per la vita quotidiana e per molti lavori a contatto con il pubblico il francese è indispensabile.

Bruxelles è una città sicura?

Il rischio principale sono i borseggi, soprattutto in metro, sui tram e vicino alle grandi stazioni: nel 2025 ne sono stati registrati 12.877 nella Regione, in calo rispetto ai 16.726 del 2024. La Farnesina consiglia prudenza la sera e nelle zone poco frequentate. Il numero di emergenza è il 112.

Quanto costa vivere a Bruxelles?

Più che in Italia: secondo Eurostat il livello dei prezzi della spesa delle famiglie in Belgio è di 116,2 contro 97,1 in Italia (2025), e la differenza maggiore è sulla casa e l’energia. L’abbonamento mensile ai mezzi pubblici costa 56 €. Per l’affitto di un alloggio preciso usa la griglia ufficiale su loyers.brussels.

Posso usare a Bruxelles la mia auto con targa italiana?

Sì, ma prima va registrata gratuitamente nella zona a basse emissioni su lez.brussels, e deve rispettare i limiti: dal 2026 non possono circolare i diesel Euro 5 e i benzina Euro 2. Senza registrazione la multa è di 150 €. Se ti trasferisci, chiedi a un professionista se e quando devi immatricolarla in Belgio.

Fonti

Dati e pagine consultati il 9 ottobre 2026.

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.

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