Tasse in Spagna: IRPF, residenza fiscale, Renta e regime Beckham per italiani

In Spagna l'imposta sul reddito delle persone fisiche si chiama IRPF e la gestisce l'Agencia Tributaria (AEAT).

Aggiornata al 2026. Leggi, regole e procedure possono cambiare: controlla sempre le fonti ufficiali indicate o chiedi a un professionista che parla italiano.

In Spagna l’imposta sul reddito delle persone fisiche si chiama IRPF e la gestisce l’Agencia Tributaria (AEAT). È un’imposta in parte statale e in parte regionale: per questo a Madrid, Barcellona e Valencia le aliquote sono diverse. Ecco chi è residente, come si paga, quando si fa la dichiarazione e cosa succede con l’Italia.

Quando sei residente fiscale in Spagna

Secondo la legge dell’IRPF (Ley 35/2006, art. 9), sei residente fiscale in Spagna se si verifica almeno una di queste condizioni:

  • resti in Spagna più di 183 giorni nell’anno solare. Si contano anche le assenze sporadiche, salvo che tu dimostri di essere residente fiscale in un altro Paese;
  • in Spagna c’è il nucleo principale o la base delle tue attività o dei tuoi interessi economici.

Si presume inoltre, salvo prova contraria, che tu sia residente se in Spagna vivono abitualmente il coniuge non separato e i figli minorenni a tuo carico.

Da residente paghi l’IRPF su tutti i tuoi redditi, ovunque li abbia prodotti (art. 2). La Comunità autonoma che conta è, di regola, quella dove hai passato più giorni nell’anno; si presume quella della tua abitazione abituale.

Per il fisco il tuo numero di identificazione (NIF) è, di regola, il NIE: come ottenerlo lo spieghiamo nella guida alla burocrazia in Spagna.

Se sei dipendente: la ritenuta in busta paga

Il datore di lavoro trattiene ogni mese una ritenuta (retención) come acconto dell’IRPF e la versa al fisco (art. 99). Per calcolarla gli comunichi la tua situazione personale e familiare con il modello 145. Il modello non si presenta all’Agencia Tributaria: lo consegni al datore, che ne conserva una copia.

Se sei autonomo

  • Se fatturi un’attività professionale a un’azienda o a un altro professionista, di regola il cliente trattiene il 15%. Nell’anno di inizio e nei due successivi la ritenuta è del 7%, se l’anno prima non avevi svolto attività professionali; devi comunicarlo al cliente (Real Decreto 439/2007, art. 95).
  • Di regola versi anche acconti periodici (pagos fraccionados). Non sei obbligato per l’attività professionale se, l’anno precedente, almeno il 70% dei ricavi aveva già subito ritenuta (art. 109).

Come iscriverti al fisco e alla Seguridad Social lo trovi nella guida al lavoro in Spagna.

Le aliquote: parte statale e parte regionale

Sul reddito generale si applicano due scale: quella statale e quella della tua Comunità autonoma. Il manuale ufficiale dell’Agencia Tributaria per la Renta 2025 riporta la scala statale, uguale per tutti:

  • 9,50% fino a 12.450 euro;
  • 12% da 12.450 a 20.200 euro;
  • 15% da 20.200 a 35.200 euro;
  • 18,50% da 35.200 a 60.000 euro;
  • 22,50% da 60.000 a 300.000 euro;
  • 24,50% oltre 300.000 euro.

A questa si somma la scala regionale. Per l’anno 2025 va:

  • Comunidad de Madrid: dall’8,50% al 20,50% (oltre 57.320,40 euro);
  • Catalogna: dal 9,50% al 25,50% (oltre 175.000 euro);
  • Comunitat Valenciana: dal 9% al 29,50% (oltre 200.000 euro).

Le tabelle complete sono nel manuale della Renta 2025. Le Comunità possono cambiarle ogni anno.

La dichiarazione dei redditi (Renta)

La dichiarazione per l’anno 2025 si presenta online dall’8 aprile al 30 giugno 2026. Se paghi con addebito in conto, il termine è il 25 giugno 2026. L’Agencia Tributaria può prepararla per te per telefono (dal 6 maggio) o in ufficio (dal 1° giugno), su appuntamento. Si presenta sulla sede elettronica dell’AEAT, con certificato elettronico, Cl@ve Móvil, numero di riferimento o eIDAS.

Per il 2025 non sei obbligato a dichiarare, per esempio, se hai solo redditi da lavoro fino a:

  • 22.000 euro con un solo datore (o se gli altri, insieme, non superano 1.500 euro);
  • 15.876 euro se hai più datori e dal secondo in poi hai ricevuto più di 1.500 euro.

Devi sempre dichiarare se sei stato iscritto come autonomo (RETA) anche solo per una parte dell’anno, oppure se hai diritto alla detrazione per doppia imposizione internazionale (art. 96).

Il regime per lavoratori trasferiti (“legge Beckham”)

L’art. 93 della legge IRPF prevede un regime speciale per chi diventa residente fiscale in Spagna per un trasferimento. Puoi scegliere di pagare con le regole dell’imposta per i non residenti, pur restando contribuente IRPF, per l’anno del trasferimento e i cinque anni successivi. Le condizioni principali:

  • non essere stato residente in Spagna nei cinque anni precedenti;
  • trasferirti per un contratto di lavoro (anche in telelavoro), per diventare amministratore di una società, per un’attività imprenditoriale riconosciuta o come professionista altamente qualificato per startup o ricerca, nei termini della legge;
  • non ottenere redditi tramite una stabile organizzazione in Spagna, salvo alcuni casi.

Sui redditi da lavoro l’aliquota è del 24% fino a 600.000 euro e del 47% oltre. L’opzione si comunica con il modello 149 entro sei mesi dalla data di inizio dell’attività indicata nell’iscrizione alla Seguridad Social. Verifica sempre con un professionista se il regime fa per te.

Residenza fiscale in Italia e AIRE

Per l’Agenzia delle Entrate sei fiscalmente residente in Italia se, per almeno 183 giorni l’anno (184 negli anni bisestili), in Italia hai almeno uno di questi elementi: dimora abituale, domicilio (il centro delle tue relazioni personali e familiari), presenza fisica, oppure iscrizione all’anagrafe dei residenti, salvo prova contraria (Agenzia delle Entrate: regole generali per persone fisiche).

Per questo conta l’iscrizione all’AIRE: è obbligatoria se ti trasferisci per più di 12 mesi, va fatta entro 90 giorni sul portale Fast It e ti cancella dall’anagrafe del tuo comune. Se vivi a Madrid è competente il Consolato Generale di Madrid; a Barcellona e Valencia quello di Barcellona. Chi non si iscrive rischia una sanzione da 200 a 1.000 euro per ogni anno (legge 30 dicembre 2023, n. 213). Documenti e passaggi sono nella guida alla burocrazia.

La convenzione Italia-Spagna contro le doppie imposizioni

Italia e Spagna hanno una convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi, firmata a Roma l’8 settembre 1977. In Italia è stata ratificata con la legge 29 settembre 1980, n. 663; in Spagna è pubblicata nel BOE del 22 dicembre 1980 ed è in vigore dal 14 novembre 1980.

Cosa prevede, tra l’altro:

  • se una persona risulta residente in entrambi i Paesi, conta l’abitazione permanente e poi, se serve, il centro degli interessi vitali, il luogo dove vive abitualmente e la nazionalità (art. 4);
  • lo stipendio si tassa nel Paese di residenza, salvo che il lavoro si svolga nell’altro Paese, che allora può tassarlo (art. 15);
  • se sei residente in Spagna e un reddito può essere tassato anche in Italia, la Spagna ti concede una detrazione pari all’imposta pagata in Italia, ma non oltre la quota di imposta spagnola che corrisponde a quel reddito (art. 22).

Nell’IRPF questa detrazione è la deducción por doble imposición internacional (art. 80). Ogni caso è diverso, soprattutto nell’anno del trasferimento: puoi cercare un commercialista a Madrid o un patronato a Barcellona che parlano italiano.

Fonti ufficiali

Aggiornamento

Informazioni aggiornate al 2026. Leggi, regole e procedure possono cambiare nel tempo: controlla sempre le fonti ufficiali indicate oppure chiedi a un professionista.

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