Tasse in Francia: prélèvement à la source, barème 2026 e dichiarazione per italiani

In Francia l'imposta sul reddito (impôt sur le revenu) si paga durante l'anno con il prelievo alla fonte e si regola l'anno dopo con la dichiarazione.

Aggiornata al 2026. Leggi, regole e procedure possono cambiare: controlla sempre le fonti ufficiali indicate o chiedi a un professionista che parla italiano.

In Francia l’imposta sul reddito (impôt sur le revenu) si paga durante l’anno con il prelievo alla fonte e si regola l’anno dopo con la dichiarazione. Ecco residenza fiscale, tasso di prelievo, scaglioni 2026, scadenze per chi vive a Parigi e rapporti con il fisco italiano.

Quando sei residente fiscale in Francia

Secondo l’articolo 4 B del codice generale delle imposte (CGI) hai il domicilio fiscale in Francia se si verifica almeno una di queste condizioni:

  • il tuo nucleo familiare (foyer: coniuge o partner di PACS e figli) vive in Francia; se non hai un nucleo, conta il luogo dove soggiorni principalmente;
  • in Francia svolgi un’attività professionale, dipendente o autonoma, che non sia solo accessoria;
  • in Francia hai il centro dei tuoi interessi economici, per esempio il luogo da cui ricavi la maggior parte dei redditi.

Se risulti residente in entrambi i Paesi, decide la convenzione contro le doppie imposizioni (vedi sotto).

Da dipendente: il prélèvement à la source

Sullo stipendio il datore trattiene ogni mese l’imposta (prélèvement à la source, PAS), indicata in busta paga. Il tasso lo calcola il fisco dopo la tua dichiarazione e si aggiorna ogni settembre.

  • Primo lavoro in Francia: se non sei mai stato tassato a tuo nome, il datore applica un tasso non personalizzato (taux par défaut), da una tabella basata sullo stipendio mensile, dallo 0% al 43%. Non considera i carichi di famiglia: puoi chiedere un tasso sulla tua situazione reale al 0809 401 401 o al centro delle Finanze pubbliche.
  • Coppie sposate o in PACS: hanno in automatico un tasso individualizzato per ciascuno.
  • Non trasmettere il tasso al datore: puoi chiedere che il tuo tasso personalizzato non gli venga comunicato. Lui applica quello non personalizzato; se trattiene meno del dovuto, paghi tu la differenza ogni mese, se trattiene di più ti rimborsano l’estate dopo.

Matrimonio, PACS, nascite, divorzio o decesso vanno segnalati entro 60 giorni.

Da autonomo o micro-entrepreneur

Chi lavora in proprio paga acconti prelevati sul conto: se inizi un’attività, crea subito l’acconto nel servizio online «Gérer mon prélèvement à la source».

Il micro-entrepreneur può scegliere tra:

  • regime normale: dal fatturato si toglie un abbattimento forfettario (71% commercio, 50% servizi BIC, 34% professioni liberali) e il resto va nel barème;
  • versement libératoire: l’imposta si paga con i contributi, in percentuale del fatturato (1%, 1,7% o 2,2% secondo l’attività), solo sotto una soglia di reddito del nucleo (29.579 euro per una persona sola, due anni prima). Si sceglie con l’Urssaf.

Apertura e contributi sono nella guida al lavoro in Francia.

Gli scaglioni 2026 (redditi 2025)

L’imposta è progressiva. Il barème 2026 sui redditi del 2025, fissato dalla legge di bilancio 2026 (articolo 197 del CGI), si applica a ogni quota (part) del reddito imponibile:

Reddito per quotaAliquota
fino a 11.600 euro0%
da 11.601 a 29.579 euro11%
da 29.580 a 84.577 euro30%
da 84.578 a 181.917 euro41%
oltre 181.917 euro45%

Il quoziente familiare

Il reddito del nucleo si divide per le quote, si applica il barème e si rimoltiplica. Una persona sola ha 1 quota; una coppia sposata o in PACS (una sola dichiarazione) ne ha 2. Per una coppia, ogni figlio a carico aggiunge mezza quota per i primi due e una quota intera dal terzo. Il vantaggio è limitato a 1.807 euro per ogni mezza quota in più.

La dichiarazione dei redditi

Devi dichiarare ogni anno, anche con il prelievo alla fonte. Se a casa hai internet, va fatta online su impots.gouv.fr.

Scadenze per i redditi 2025, dichiarati nel 2026:

  1. online: 4 giugno 2026 (ore 23.59) per i dipartimenti dal 55 al 976, quindi anche Parigi (75);
  2. su carta: 19 maggio 2026.

Un saldo sotto i 300 euro si paga in un solo prelievo a settembre; sopra, in quattro rate da settembre a dicembre.

Conti in Italia: con il modulo 3916 / 3916 bis devi dichiarare ogni anno i conti bancari, le assicurazioni vita e i conti di cripto-attività aperti, detenuti, usati o chiusi all’estero. Per ogni conto non dichiarato la multa è di 1.500 euro.

Il primo anno in Francia

Dichiari l’anno dopo l’arrivo i redditi dalla data di arrivo al 31 dicembre. Senza numero d’accesso online né reddito di riferimento non puoi dichiarare online: invii il modulo cartaceo n. 2042 al servizio delle imposte (service des impôts des particuliers) del tuo domicilio. Per aprire lo spazio online manda al centro delle Finanze pubbliche stato civile, indirizzo e copia di un documento.

Il regime degli impatriati (impatriés)

L’articolo 155 B del CGI prevede un regime speciale per chi viene a lavorare in Francia. Condizioni principali:

  • non avere avuto il domicilio fiscale in Francia nei cinque anni civili prima dell’inizio del lavoro;
  • essere chiamato dall’estero da un’azienda in Francia (anche del tuo gruppo) e trasferire lì il domicilio fiscale. Chi viene di sua iniziativa o era già domiciliato in Francia all’assunzione ne è escluso.

Dura fino al 31 dicembre dell’ottavo anno dopo l’inizio del lavoro. Permette, tra l’altro, di non tassare il premio di impatriazione (l’importo del contratto o, su opzione, il 30% della retribuzione totale) e metà di alcuni redditi finanziari esteri. Verifica con un professionista se fa per te.

Residenza fiscale in Italia e AIRE

Per l’Agenzia delle Entrate sei fiscalmente residente in Italia se, per almeno 183 giorni l’anno (184 negli anni bisestili), in Italia hai almeno uno di questi elementi: dimora abituale, domicilio (il centro delle tue relazioni personali e familiari), presenza fisica, oppure iscrizione all’anagrafe dei residenti, salvo prova contraria (Agenzia delle Entrate).

Per questo è importante l’iscrizione all’AIRE: è obbligatoria se ti trasferisci all’estero per più di 12 mesi e va fatta entro 90 giorni sul portale Fast It. Per Parigi è competente il Consolato Generale d’Italia a Parigi. Chi non si iscrive rischia una sanzione da 200 a 1.000 euro per ogni anno, fino a 5 anni (Legge 30 dicembre 2023, n. 213). Dettagli nella guida alla burocrazia.

La convenzione Italia-Francia contro le doppie imposizioni

La convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Francia è stata firmata a Venezia il 5 ottobre 1989, ratificata in Italia con la legge 7 gennaio 1992, n. 20 e approvata in Francia con la legge n. 90-456 del 1° giugno 1990. È in vigore dal 1° maggio 1992. Tra l’altro:

  • se sei residente in entrambi i Paesi, conta l’abitazione permanente, poi il centro degli interessi vitali, il soggiorno abituale e la nazionalità (articolo 4);
  • lo stipendio si tassa nel Paese di residenza, salvo che il lavoro si svolga nell’altro Paese, che allora può tassarlo (articolo 15);
  • da residente in Francia, i redditi tassabili in Italia sono imponibili anche in Francia, ma con un credito d’imposta: per dividendi, interessi e canoni è pari all’imposta italiana, entro il limite di quella francese; per gli altri redditi è pari all’imposta francese corrispondente (articolo 24).

Ogni caso è diverso, soprattutto nell’anno del trasferimento o se hai ancora redditi in Italia: puoi cercare un commercialista a Parigi o un patronato o CAF a Parigi.

Fonti ufficiali

  • impots.gouv.fr, “Suis-je non-résident fiscal ?” (domicilio fiscale, art. 4 B CGI): impots.gouv.fr
  • Service Public, “Impôt sur le revenu – Prélèvement à la source”: service-public.gouv.fr
  • impots.gouv.fr, “Je débute une activité professionnelle”: impots.gouv.fr
  • impots.gouv.fr, “La non-transmission de mon taux à mon employeur”: impots.gouv.fr
  • Service Public Entreprendre, “Régime fiscal de la micro-entreprise”: entreprendre.service-public.gouv.fr
  • Service Public, “Quel est le barème de l’impôt sur le revenu ?”: service-public.gouv.fr
  • Légifrance, Code général des impôts, article 197 (barème e plafonnement del quoziente familiare): legifrance.gouv.fr
  • Service Public, “Impôt sur le revenu – Quotient familial d’un couple marié ou pacsé”: service-public.gouv.fr
  • impots.gouv.fr, “Les modalités de la déclaration de revenus en 2026”: impots.gouv.fr
  • impots.gouv.fr, “Comment déclarer mes comptes et mes contrats d’assurance vie détenus à l’étranger ?”: impots.gouv.fr
  • impots.gouv.fr, “Je viens ou je reviens en France, comment et quels revenus dois-je déclarer ?”: impots.gouv.fr
  • impots.gouv.fr, “Puis-je déclarer en ligne pour ma première déclaration de revenus ?”: impots.gouv.fr
  • impots.gouv.fr, “Le régime des impatriés”: impots.gouv.fr
  • Agenzia delle Entrate, “Regole generali per persone fisiche”: agenziaentrate.gov.it
  • Consolato Generale d’Italia a Parigi, “Anagrafe degli Italiani residenti all’estero (AIRE)”: consparigi.esteri.it
  • Consolato Generale d’Italia a Londra, “AIRE” (sanzioni della Legge n. 213/2023): conslondra.esteri.it
  • Ministero degli Esteri, portale Fast It: serviziconsolari.esteri.it
  • Normattiva, “Legge 7 gennaio 1992, n. 20” (convenzione Italia-Francia): normattiva.it
  • impots.gouv.fr, “Convention avec l’Italie (IR – ISF)”: impots.gouv.fr

Aggiornamento

Informazioni aggiornate al 2026. Leggi, regole e procedure possono cambiare nel tempo: controlla sempre le fonti ufficiali indicate oppure chiedi a un professionista.

Altre guide in Francia