Vivere a Parigi: guida per italiani

Vivere a Parigi da italiano: quartieri, affitti, costi, trasporti, clima, sicurezza e primi passi, con dati ufficiali verificati e le fonti.

Aggiornata al 2026. Leggi, regole e procedure possono cambiare: controlla sempre le fonti ufficiali indicate o chiedi a un professionista che parla italiano.

Al Consolato Generale di Parigi sono iscritti all’AIRE circa 178.000 italiani, secondo l’ISTAT: è il consolato italiano con più connazionali in Francia. Nella sola città, il censimento francese conta circa 18.700 persone nate in Italia. Qui trovi com’è davvero la città, quanto costa, come ci si muove e cosa fare appena arrivi.

Parigi è più piccola di quanto pensi: 105,4 km² divisi in 20 arrondissement, boschi di Boulogne e Vincennes compresi. Dentro ci stanno poco più di 2,1 milioni di abitanti, quasi 20.000 per chilometro quadrato. Intorno c’è una regione, l’Île-de-France, che di abitanti ne ha 12,5 milioni.

È la città dei musei, delle organizzazioni internazionali e di un’amministrazione che chiede tutto in francese, dal dossier per l’affitto alla dichiarazione dei redditi. La casa costa cara e la città perde residenti ogni anno. In cambio hai 16 linee di metro, un treno diretto per Torino e Milano e, per un italiano, una storia piena di nomi di casa: da Mazzarino a Modigliani.

In 30 secondi

  • Città densa e cara: per Eurostat i prezzi in Francia sono il 14% più alti che in Italia, la casa molto di più.
  • Gli italiani sono tanti: circa 178.000 iscritti all’AIRE al Consolato Generale di Parigi a fine 2023 (ISTAT), che però copre un’area molto più grande della città.
  • Ci si muove con una tessera sola: il Navigo mensile costa 90,80 € e vale in tutta la regione.
  • Il clima è più mite di quanto si dica: 7,6 °C di massima a gennaio, 25,7 °C a luglio.
  • Da cittadino UE non ti serve un permesso di soggiorno e non c’è un’anagrafe comunale: ma l’AIRE sì, entro 90 giorni.

Parigi in 10 numeri

DatoValore
Abitanti (Ville de Paris)2.103.778 (censimento, 1° gennaio 2023)
Superficie105,4 km², 20 arrondissement
Residenti straniericirca il 15% (2023)
Residenti a Parigi nati in Italiacirca 18.700 (INSEE, 2023)
Iscritti all’AIRE al Consolato di Parigicirca 178.000 (ISTAT, fine 2023)
Gennaio, minima e massima3,2 °C e 7,6 °C (medie 1991-2020)
Luglio, minima e massima16,2 °C e 25,7 °C (medie 1991-2020)
Abbonamento mensile Navigo90,80 € (tariffe 2026)
Lingua ufficialefrancese
Fuso orariolo stesso dell’Italia, con lo stesso cambio dell’ora

In questa guida

La città in breve: gli arrondissement

Quando dici “Parigi” puoi intendere tre cose. La Ville de Paris è il comune: 2.103.778 abitanti e 20 arrondissement. La Métropole du Grand Paris aggiunge i comuni della prima cintura e arriva a 7.142.540 abitanti. L’Île-de-France è la regione intera: 12.463.067 abitanti, e il Navigo vale in tutta la regione.

Gli arrondissement dove vivono più persone nate in Italia, secondo l’INSEE:

  • 15°: circa 1.900 nati in Italia. È l’arrondissement più popoloso, con 229.713 abitanti sulla riva sinistra, a sud-ovest.
  • 11°: circa 1.600. È il più denso di tutti: 138.170 abitanti su 3,67 km², tra la Bastiglia e République.
  • 18°: circa 1.600. È l’arrondissement di Montmartre, con 183.127 abitanti.
  • 20°: circa 1.500. È il secondo per abitanti (185.140), a est, con Belleville e il Père-Lachaise.
  • 16°: circa 1.200. È il più esteso (16,37 km²) e arriva al bosco di Boulogne. Qui c’è il Consolato Generale d’Italia.

Il 7° arrondissement ospita l’Ambasciata e l’Istituto Italiano di Cultura, in rue de Varenne, e la scuola statale italiana. Prima di firmare un contratto, leggi la nostra guida all’affitto a Parigi: a Parigi c’è un tetto agli affitti per quartiere.

Un po’ di storia

In epoca celtica la città si chiamava Lutetia ed era il capoluogo dei Parisii. Nel 52 a.C. Labieno, luogotenente di Cesare, sconfigge qui il loro capo Camulogeno. Della città romana resta qualcosa sotto il sagrato di Notre-Dame: nella cripta archeologica si vedono la banchina del porto antico e le terme. Secondo la Treccani, nel 497 Clodoveo, re dei Franchi, ne fa la capitale del suo regno.

Il 14 luglio 1789 i parigini prendono la Bastiglia, e il 14 luglio diventa la festa nazionale. Tra il 1853 e il 1870 il prefetto Haussmann, per Napoleone III, ridisegna la città: grandi boulevard rettilinei, parchi, i sobborghi annessi. Molto di quello che vedi oggi nasce lì. Poi arrivano le Esposizioni universali: quella del 1900 lascia il Grand Palais, il Petit Palais, il ponte Alexandre III, la stazione d’Orsay e, il 19 luglio, la prima linea della metropolitana.

Un aneddoto: la Torre Eiffel, costruita per l’Esposizione del 1889, aveva un permesso di 20 anni e andava smontata nel 1909. A salvarla fu il suo uso scientifico e per la radio. Due anni prima, il 14 febbraio 1887, un gruppo di artisti tra cui Charles Garnier, l’architetto dell’Opéra, e il compositore Charles Gounod aveva firmato sul quotidiano Le Temps una protesta contro la torre “inutile e mostruosa”.

Più vicino a noi: il 15 aprile 2019 brucia Notre-Dame, che riapre il 7 e 8 dicembre 2024. Il 26 luglio 2024 la cerimonia di apertura delle Olimpiadi si tiene fuori da uno stadio, con la sfilata delle squadre in barca sulla Senna.

Chi ci vive

Parigi perde abitanti. Nel 1968 erano 2.590.771, oggi 2.103.778. Tra il 2017 e il 2023, secondo l’INSEE, la città ha perso in media 14.000 abitanti l’anno, più dei 10.600 l’anno del quinquennio prima. Le ragioni indicate dall’istituto: il costo della casa, l’arrivo di un figlio, la ricerca di un altro stile di vita. Intanto la regione cresce di 48.000 abitanti l’anno.

È una città giovane e mista:

  • la fascia d’età più numerosa è quella tra 25 e 39 anni, il 25,7% dei residenti; gli over 65 sono il 17,7%;
  • gli stranieri, cioè chi non ha la cittadinanza francese, sono 315.554, circa il 15%;
  • gli immigrati, cioè le persone nate all’estero senza cittadinanza francese, anche se poi l’hanno presa, sono 446.378, il 21,2%.

E gli italiani? Il censimento francese non pubblica per Parigi il numero dei cittadini italiani, ma quello delle persone nate in Italia: nel 2023 erano circa 18.700 nella Ville de Paris e circa 59.000 in Île-de-France. Sono stime del censimento (INSEE). Tra i singoli Paesi di nascita degli immigrati parigini l’Italia è sesta, dopo Algeria, Marocco, Tunisia, Portogallo e Cina. Il dato non conta i figli di italiani nati in Francia.

Il dato ufficiale italiano è molto più alto. Secondo l’ISTAT, al 31 dicembre 2023 gli italiani iscritti all’AIRE presso il Consolato Generale di Parigi erano circa 178.000, il 38% di quelli residenti in Francia. In tutta la Francia, secondo le stime provvisorie dell’ISTAT, a fine 2024 erano circa 483.000. I due numeri sono così diversi perché misurano cose diverse: l’AIRE conta tutti i cittadini italiani iscritti nella circoscrizione del consolato, compresi quelli che hanno anche un’altra cittadinanza e i figli nati all’estero; la statistica locale conta solo i residenti della città nati in Italia. La circoscrizione del consolato, poi, non comprende solo Parigi: oltre all’Île-de-France copre altri dipartimenti, tra cui quelli serviti dagli uffici di Digione e Lilla. Secondo l’ISTAT, nel 2024 la Francia è stata tra le principali mete degli italiani che espatriano, con Germania, Spagna, Regno Unito e Svizzera.

Il lato internazionale

Parigi ospita la sede dell’UNESCO, in place de Fontenoy, inaugurata il 3 novembre 1958, e quelle dell’OCSE, dell’Agenzia internazionale dell’energia e dell’Agenzia spaziale europea, di cui l’Italia è Stato membro. L’Italia ha in città un’ambasciata e due rappresentanze permanenti: una presso l’UNESCO e una presso l’OCSE e le altre organizzazioni internazionali.

Le sedi italiane hanno una storia curiosa. L’Ambasciata è nell’Hôtel de Boisgelin, 51 rue de Varenne, affidato al governo italiano nel 1937: in cambio la Francia ha avuto Palazzo Farnese, oggi la sua ambasciata a Roma. Di fronte, all’Hôtel de Galliffet, comprato dallo Stato italiano nel 1909, c’è l’Istituto Italiano di Cultura.

Per chi ha figli c’è la scuola statale italiana “Leonardo da Vinci”: dalla primaria al liceo scientifico, con il doppio diploma italiano e francese (EsaBac), più una scuola dell’infanzia paritaria. La prima scuola italiana a Parigi nasce nel 1932; con il nome di Leonardo da Vinci ha la sua sede dal 1949.

La lingua è il francese, e non solo per strada. I documenti che dai al proprietario di casa devono essere scritti o tradotti in francese, con gli importi convertiti in euro. Un dato ufficiale su quanti parigini parlano inglese non l’abbiamo trovato: conviene partire con un po’ di francese.

Sicurezza

Il problema principale sono i furti. Nel 2025 a Parigi la polizia ha registrato 94.924 vittime di furti senza violenza, borseggi compresi, secondo il servizio statistico del Ministero dell’Interno francese (SSMSI). Sono il 4,2% in meno del 2024 e il 41,5% in meno del 2019. Il tasso di Parigi, 45 ogni 1.000 abitanti, è il più alto di Francia, ma è calcolato sui residenti: dentro ci sono anche i furti subiti da turisti e pendolari.

La scheda Francia di Viaggiare Sicuri, il sito della Farnesina, segnala furti e borseggi a danno dei turisti nelle aree urbane di Parigi e consiglia la massima prudenza durante le manifestazioni. Il piano antiterrorismo francese Vigipirate è al livello intermedio, “vigilance renforcée”, dal 22 giugno 2026.

Nella pratica: borsa chiusa e davanti in metro e nei luoghi più affollati, telefono in tasca, non sul tavolino del bar.

I numeri da salvare:

  • 112: numero unico europeo, come in Italia;
  • 15: emergenza medica (Samu);
  • 17: polizia;
  • 18: vigili del fuoco;
  • 114: emergenze via SMS o app, per persone sorde o con difficoltà a parlare;
  • 01 40 05 48 48: Centro antiveleni di Parigi, 24 ore su 24.

Per un medico a domicilio la sera o nel fine settimana c’è SOS Médecins Grand Paris (01 47 07 77 77), un’associazione di medici privati.

Muoversi

Il metro ha 16 linee, 3bis e 7bis comprese, per 249 km e 319 stazioni. Poi ci sono 5 linee di RER, i treni veloci che attraversano la città, i tram e 65 linee di bus a Parigi, più 56 linee notturne Noctilien. Le tariffe dal 1° gennaio 2026:

  • biglietto metro-treno-RER: 2,55 €; bus e tram: 2,05 €;
  • con la tessera Navigo Liberté+ paghi a consumo: 2,04 € a viaggio in metro e RER;
  • Navigo mensile 90,80 €, settimanale 32,40 €, annuale 998,80 €: valgono in tutta l’Île-de-France;
  • studenti e ragazzi: Imagine R a 393,30 € l’anno;
  • senza biglietto la multa è di 70 € se paghi subito, 120 € se paghi dopo.

In bici: la gran parte delle corsie degli autobus è aperta alle biciclette, 169 km a inizio 2026. Il bike sharing si chiama Vélib’ Métropole: i prezzi aggiornati sono sul sito ufficiale.

Dagli aeroporti: per Charles-de-Gaulle c’è la RER B, per Orly la linea 14 del metro, arrivata all’aeroporto nell’aprile 2024. In entrambi i casi serve il biglietto speciale “Paris Région <> Aéroports” da 14 €.

Con l’Italia: oltre ai voli da Charles-de-Gaulle e Orly, c’è il treno. Il Frecciarossa fa 4 corse al giorno tra Milano e Parigi, via Torino e Lione. La linea del Fréjus è stata chiusa per una frana dall’agosto 2023 al marzo 2025 e può fermarsi per lavori: controlla sempre prima di prenotare.

E l’auto con targa italiana? Dentro l’autostrada A86 c’è la zona a basse emissioni (ZFE) della Métropole: dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20, non entrano le auto con bollino Crit’Air 3, 4, 5 o senza bollino, cioè in pratica i diesel immatricolati prima del 2011 e le benzina prima del 2006. Il bollino serve anche alle auto straniere: si chiede solo online su certificat-air.gouv.fr e costa 3,11 € più la spedizione. Senza, la multa è di 68 €. Il Parlamento aveva votato l’abolizione delle ZFE, ma il 21 maggio 2026 il Consiglio costituzionale l’ha annullata: la zona resta.

Costo della vita

Parigi è cara. Secondo Eurostat, nel 2025 il livello dei prezzi della spesa delle famiglie in Francia era di 110,3, contro 97,1 in Italia (media UE = 100). La differenza più grande è sulla casa, con acqua ed energia: 120,7 contro 91,4. Cibo e bevande costano un po’ di più: 106,8 contro 101,1. E sono medie nazionali: Parigi è la parte più cara del Paese.

Anche gli stipendi sono più alti. Nel 2024 un dipendente del settore privato in Francia guadagnava in media 2.733 € netti al mese a tempo pieno; a Parigi lo stipendio medio era più alto del 40,4%, secondo l’INSEE. Il salario minimo, lo SMIC, dal 1° giugno 2026 è di 12,31 € lordi l’ora: 1.867,02 € lordi al mese, 1.477,93 € netti. Per capire come si tassa lo stipendio leggi la guida alle tasse in Francia.

Sugli affitti l’ultimo dato ufficiale riguarda i trilocali: nel 2024 a Parigi costavano in media 24,2 € al metro quadro al mese, secondo la rete degli osservatori degli affitti. Un dato pubblico recente per i bilocali non l’abbiamo trovato. Per un alloggio preciso puoi controllare l’affitto di riferimento del quartiere con il simulatore della Ville de Paris: a Parigi c’è un tetto agli affitti dal 1° luglio 2019, e il proprietario che lo supera rischia una multa fino a 5.000 €.

Se cerchi lavoro, guarda gli annunci di lavoro a Parigi per chi parla italiano e la nostra guida al lavoro in Francia.

Cosa vedere

I dieci posti da cui partire:

  1. Le rive della Senna: il tratto tra il ponte di Sully e il ponte d’Iéna è patrimonio UNESCO dal 1991, con 23 dei 37 ponti di Parigi.
  2. Il Louvre e la Gioconda: il biglietto costa 22 € per chi vive o è cittadino dello Spazio economico europeo. È gratis per tutti il primo venerdì del mese dopo le 18 (non a luglio e agosto) e il 14 luglio.
  3. Notre-Dame: riaperta a dicembre 2024 dopo cinque anni di lavori, si visita gratis con una fascia oraria prenotabile.
  4. La Torre Eiffel: 300 metri, costruita in poco più di due anni per l’Esposizione del 1889.
  5. Il Musée d’Orsay: l’impressionismo nella stazione costruita da Victor Laloux per l’Esposizione del 1900. La prima domenica del mese è gratis, con prenotazione.
  6. La Sainte-Chapelle: la cappella di san Luigi, con 1.113 vetrate.
  7. Montmartre e il Sacré-Cœur: la basilica, iniziata nel 1876 e consacrata nel 1919, ha il mosaico più grande di Francia (480 m²). Sulla collina c’è anche una vigna.
  8. Il Marais e place des Vosges: al numero 6 Victor Hugo visse dal 1832 al 1848; oggi la casa è un museo.
  9. Il Musée Carnavalet: la storia di Parigi nel museo più antico della Città, con le collezioni permanenti gratuite.
  10. La cripta archeologica di Notre-Dame: sotto il sagrato, quello che resta di Lutezia.

E tre fuori dai soliti giri:

  • Il parco delle Buttes-Chaumont: 25 ettari su un’ex cava di gesso, inaugurati nel 1867, con una cascata e un tempietto ispirato al tempio di Vesta a Tivoli.
  • La Coulée verte René-Dumont: 4,5 km a piedi su una vecchia ferrovia sopraelevata, dalla Bastiglia verso est. Ha ispirato la High Line di New York.
  • Il Musée de la Vie romantique: la casa del pittore Ary Scheffer ai piedi di Montmartre, con un giardino e un salon de thé. Le collezioni sono gratuite.

Undici musei della Ville de Paris hanno le collezioni permanenti gratuite tutti i giorni: prima di pagare un biglietto, controlla.

Cosa mangiare

  • La baguette: dal 2022 il saper fare della baguette è patrimonio immateriale dell’UNESCO. Dal 1994 la Città premia ogni anno la migliore baguette de tradition: nel 2026 ha vinto il Fournil Didot, al 103 di rue Didot, nel 14°. Il vincitore riceve 4.000 € e fornisce il pane all’Eliseo per un anno.
  • Il croissant: pasta lievitata e sfogliata, arrotolata a forma di mezzaluna.
  • Il croque-monsieur: pane in cassetta con prosciutto, fritto nel burro o grigliato e coperto di groviera.
  • Il Paris-Brest: pasta choux a forma di ruota con crema pralinata, nato nel 1910 in ricordo della corsa ciclistica Parigi-Brest.
  • I macaron: due dischi di mandorle, albume e zucchero, uniti da una crema.
  • Il bistrot: più che un piatto, un’istituzione. Dal 2024 la cultura dei bistrot e dei caffè è nell’inventario francese del patrimonio immateriale. Nel 2019 erano il 14% dei ristoranti parigini, contro la metà di trent’anni prima.

Al bar, se vuoi una birra piccola, ordina un demi: 25 cl.

Quando andarci: il clima mese per mese

Il clima è temperato: inverni freschi ma raramente sotto zero, estati calde, pioggia distribuita in tutto l’anno ma mai abbondante. Le medie ufficiali di Météo-France, misurate a Parigi-Montsouris tra il 1991 e il 2020:

MeseMinima °CMassima °CGiorni di pioggiaPioggia (mm)
Gennaio3,27,69,947,6
Febbraio3,38,89,141,8
Marzo5,612,89,545,2
Aprile7,916,68,645,8
Maggio11,120,29,269,0
Giugno14,223,48,351,3
Luglio16,225,77,459,4
Agosto16,025,68,158,0
Settembre13,021,57,544,7
Ottobre9,916,59,555,2
Novembre6,211,110,454,3
Dicembre3,88,011,462,0
Anno9,216,5108,9634,3

Qui un “giorno di pioggia” è un giorno con almeno 1 mm. Il caldo vero è raro ma esiste: in media 14 giorni l’anno superano i 30 °C, e il record è di 42,6 °C, il 25 luglio 2019.

Il consiglio: maggio, giugno e settembre sono i mesi più piacevoli: temperature miti e poche giornate sopra i 30 °C, che si concentrano a luglio e agosto. In inverno fa fresco, ma gela poco: in media 21 giorni l’anno con la minima sotto zero.

Gli eventi dell’anno

MeseEventoCos’è
Febbraio-marzoSalon de l’AgricultureLa grande fiera dell’agricoltura alla Porte de Versailles.
Maggio-giugnoRoland-GarrosIl torneo di tennis sulla terra rossa, alla Porte d’Auteuil.
GiugnoNuit BlancheUna notte di arte contemporanea in tutta la città; dal 2026 si tiene a giugno.
21 giugnoFête de la MusiqueConcerti gratuiti in strada, dal 1982.
Di solito a fine giugnoMarche des fiertésIl Pride di Parigi.
14 luglioFesta nazionaleLa presa della Bastiglia; al Louvre si entra gratis.
Luglio-agostoBagni nella SennaNel 2026 tre punti per nuotare nel fiume, gratis e senza prenotazione.
SettembreGiornate del patrimonioEdifici pubblici e privati aperti per un fine settimana.
OttobreFête des VendangesLa festa della vendemmia di Montmartre, cinque giorni di eventi nel 18°.

Le date cambiano ogni anno: controlla sempre il sito ufficiale dell’evento prima di organizzarti.

Curiosità

  • La biblioteca più antica di Francia è di un abruzzese. Il cardinale Giulio Mazzarino, nato a Pescina nel 1602, apre agli studiosi la sua biblioteca nel 1643: è la Bibliothèque Mazarine, la più antica biblioteca pubblica di Francia. Il palazzo che fece costruire con il suo testamento è oggi l’Institut de France, e la cupola era pensata per la sua tomba. Lì sono conservati anche i taccuini di Leonardo da Vinci.
  • La Gioconda è stata rubata da un italiano. Francesco I la compra nel 1518; nel 1911 Vincenzo Peruggia, che lavorava al Louvre, la porta via. Torna al museo nel 1913.
  • La musica del Re Sole parlava fiorentino. Giovanni Battista Lulli, nato a Firenze nel 1632, dal 1661 è sovrintendente della musica di Luigi XIV. In Francia lo conoscono come Jean-Baptiste Lully.
  • Modigliani è sepolto al Père-Lachaise. Arriva da Livorno nel 1906, vive a Montmartre e poi a Montparnasse, accanto agli atelier di Foujita e Soutine. Muore il 24 gennaio 1920.
  • Gli italiani sono stati la prima grande immigrazione. Nel 1931 in Francia erano 800.000, forse un milione con stagionali e irregolari: il 7% della popolazione. A Nogent-sur-Marne, alle porte di Parigi, rue Sainte-Anne era una delle “strade italiane”, raccontata dallo scrittore Cavanna nei suoi Ritals, il soprannome, offensivo, dato agli italiani.
  • Uno scambio di palazzi. L’Ambasciata d’Italia è a Parigi in un palazzo dato in uso al governo italiano nel 1937; per reciprocità la Francia ha avuto Palazzo Farnese a Roma.

Parole che sentirai

  • Boulot: il lavoro. Métro, boulot, dodo (metro, lavoro, nanna) è la vita monotona di chi lavora in città.
  • Bouffer: mangiare, in modo colloquiale.
  • Verlan: il gergo che inverte le sillabe (da l’envers, il rovescio). Da qui meuf, donna, ragazza, e relou, pesante, noioso (da lourd).
  • Ça marche: va bene, d’accordo.
  • L’addition: il conto al bar o al ristorante.
  • Un demi: una birra da 25 cl.
  • La bise: il bacio sulla guancia per salutare; faire la bise.

Gli errori da appena arrivato

  1. Usare il contratto d’affitto come prova di residenza per l’AIRE. Il Consolato di Parigi non lo accetta, e nemmeno l’autocertificazione o l’attestato di ospitalità. Servono lettere intestate a te: Assurance Maladie, mutuelle, CAF, assicurazioni, fisco. I passi sono nella nostra checklist burocratica.
  2. Dare al proprietario documenti che non può chiederti. Per legge il proprietario può chiedere solo documenti di un elenco preciso, e rischia una multa fino a 3.000 € se ne chiede altri. Prima della firma non può chiedere soldi per “bloccare” la casa. Il deposito è al massimo di un mese d’affitto senza spese per una casa vuota, due per un’ammobiliata. Approfondisci nella guida all’affitto.
  3. Dimenticare l’assicurazione casa. In Francia è obbligatoria per l’inquilino, almeno contro incendio, danni da acqua ed esplosione. Senza, il proprietario può chiudere il contratto o assicurare la casa a tue spese.
  4. Non scegliere il medico di base. Una visita dal medico convenzionato costa 30 €. Se hai dichiarato il tuo médecin traitant ti rimborsano 19 €; se no, 8,40 €. E senza una mutuelle il 20% delle spese resta comunque a tuo carico. Tutto il resto è nella guida alla sanità in Francia.
  5. Entrare a Parigi in auto senza bollino Crit’Air. Serve anche con la targa italiana, si chiede online e costa pochi euro. La multa è di 68 €.
  6. Accendere una sigaretta al parco. Dal 29 giugno 2025 in Francia è vietato fumare in parchi e giardini pubblici: la multa va da 135 a 750 €.

Galleria

Se ti trasferisci: primi passi

Domande frequenti

Quanti italiani vivono a Parigi?

All’AIRE presso il Consolato Generale di Parigi sono iscritti circa 178.000 italiani (ISTAT, 31 dicembre 2023), doppie cittadinanze comprese, ma la circoscrizione comprende tutta l’Île-de-France e altri dipartimenti. Il censimento francese conta nella sola città di Parigi circa 18.700 persone nate in Italia (2023): non include i figli di italiani nati in Francia.

Serve il francese per vivere a Parigi?

Per la vita di tutti i giorni sì: la lingua ufficiale è il francese e i documenti per affittare casa devono essere in francese o tradotti. Con il proprietario, il medico e gli uffici pubblici si parla francese; un dato ufficiale su quanto sia diffuso l’inglese in città non c’è.

Parigi è una città sicura?

Il rischio principale sono i furti senza violenza e i borseggi, soprattutto in metro e nei luoghi turistici: nel 2025 le vittime registrate sono state 94.924, in calo del 4,2% sul 2024. La Farnesina consiglia prudenza durante le manifestazioni. Il numero di emergenza è il 112.

Quanto costa vivere a Parigi?

Più che in Italia: secondo Eurostat il livello dei prezzi della spesa delle famiglie in Francia è di 110,3 contro 97,1 in Italia (2025), con la differenza maggiore sulla casa. L’abbonamento mensile ai mezzi costa 90,80 €. Per l’affitto di un alloggio preciso controlla il tetto del quartiere sul simulatore della Ville de Paris.

Devo iscrivermi in comune quando arrivo a Parigi?

No: in Francia non c’è un’anagrafe comunale obbligatoria e, da cittadino UE, non ti serve un permesso di soggiorno. Per restare più di tre mesi devi però lavorare o avere un’assicurazione malattia e risorse sufficienti. Verso l’Italia devi iscriverti all’AIRE entro 90 giorni dal trasferimento.

C’è una scuola italiana a Parigi?

Sì: la scuola statale italiana “Leonardo da Vinci”, nel 7° arrondissement, va dalla primaria al liceo scientifico con il doppio diploma italiano e francese (EsaBac). C’è anche una scuola dell’infanzia paritaria.

Fonti

Dati e pagine consultati il 9 ottobre 2026.

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.

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