Le parole italiane più usate all’estero (e quelle che all’estero vogliono dire un’altra cosa)

Pizza, spaghetti, ciao, ma anche risk, Konto e Spaß: le parole italiane più usate all'estero secondo dizionari e dati, e quelle che cambiano significato.

Nelle fonti che abbiamo consultato nessuno studio misura quale sia “la parola italiana più conosciuta al mondo”. I dati che esistono dicono però tre cose. Nella ricerca su 66 lingue condotta dai linguisti fino al 2009, spaghetti compare in 54, pizza in 50, mafia in 45, cappuccino in 40 e ciao in 37. Nei testi raccolti fino al 2021 circa, pizza è la più frequente di un gruppo di parole “simbolo” che abbiamo scelto noi (con spaghetti, mafia, espresso, ciao, cappuccino e altre) in tutte e dieci le lingue che abbiamo misurato. E le parole di origine italiana più usate in assoluto non sembrano nemmeno italiane: sono l’inglese group, million e risk, il tedesco Prozent e Spaß, lo spagnolo grupo ed empresa.

Poi ci sono quelle che all’estero hanno cambiato significato: se a Londra ordini un latte, arriva un caffellatte.

In breve

  • Quante sono: l’Osservatorio degli italianismi nel mondo dell’Accademia della Crusca conta, a ottobre 2026, 3.333 voci in tedesco, 3.010 in inglese e 2.723 in francese. In maltese le voci sono già 14.622 (2.728 pubblicate): secondo gli studi del linguista Giuseppe Brincat le parole di origine italiana sono quasi metà del lessico.
  • Le più diffuse: spaghetti (54 lingue su 66), pizza (50), mafia (45), cappuccino (40), ciao (37), secondo una ricerca sui dizionari pubblicata da Treccani nel 2009.
  • Le più usate nei testi (fino al 2021): tra 14 parole “simbolo” scelte da noi, pizza è la più frequente in tutte le 10 lingue misurate con la libreria wordfreq. Ma parole come studio e piano, che in molte lingue hanno anche altri significati, sono frequenti quanto lei o di più.
  • Le più usate in assoluto: quelle “travestite” (in inglese spesso passate dal francese): group, million, risk in inglese; Prozent (per cento) e Spaß (spasso) in tedesco; grupo ed empresa in spagnolo.
  • Falsi amici: latte, panini, biscotti, confetti, al fresco, bimbo in inglese vogliono dire un’altra cosa.

Quante parole italiane ci sono nelle altre lingue?

In tedesco l’Osservatorio degli italianismi nel mondo conta 3.333 voci di origine italiana, in inglese 3.010: ma dipende da come si contano. Harro Stammerjohann, che ha diretto il DIFIT, il dizionario degli italianismi in francese, inglese e tedesco, avverte su Treccani, riprendendo Luca Serianni, che i conteggi “non possono essere valutati” se non si usano gli stessi criteri: solo i prestiti veri o anche i calchi? Solo le parole vive o anche quelle storiche? Solo quelle arrivate direttamente dall’italiano o anche attraverso altre lingue?

Le due principali banche dati sono dell’Accademia della Crusca:

  • il DIFIT, Dizionario di italianismi in francese, inglese, tedesco (2008), che raccoglie 8.951 italianismi nelle tre lingue, consultabile gratis online;
  • l’OIM, Osservatorio degli italianismi nel mondo, progetto della Crusca dal 2014 che parte dal DIFIT e allarga il lavoro ad altre lingue. Si consulta gratis su italianismi.org.

I contatori dell’OIM a ottobre 2026:

LinguaVoci di origine italianaStato del lavoro
Maltese14.622in lavorazione (2.728 pubblicate)
Tedesco3.333in lavorazione
Inglese3.010dizionario pubblicato
Francese2.723in lavorazione
Polacco1.278in lavorazione
Ungherese1.119dizionario pubblicato
Spagnolo724in lavorazione
Portoghese708dizionario pubblicato
Catalano568dizionario pubblicato
Giapponese105in lavorazione
Cinese83in lavorazione

Sono contatori di un lavoro in corso: dipendono anche da quanto è avanzata la schedatura di ogni lingua. Il numero delle parole italiane di partenza, nel nostro conteggio sull’elenco del sito, è 6.982. Il dizionario dell’inglese, pubblicato nel 2026, conta oltre 3.000 voci, più di 2.250 arrivate direttamente dall’italiano; quasi quattro significati su cinque sono ancora in uso.

Qualche dato da altre fonti, ognuna con il suo criterio:

  • Tedesco, inglese, francese: contando solo i prestiti diretti, secondo Stammerjohann la più “italianizzata” delle tre è il tedesco, con circa 2.700 parole, poi l’inglese con circa 2.300 e il francese con circa 2.000. Ma il francese è stato il primo dei tre ad accogliere parole italiane, con una grande ondata nel Cinquecento.
  • Maltese: Stammerjohann lo definisce “la lingua più intrisa di italianismi al mondo, con quasi la metà del lessico”, citando gli studi del linguista Giuseppe Brincat.
  • Russo: circa un migliaio di parole di origine italiana, e circa metà sembra arrivata attraverso il francese (studio di Gherbezza del 2019, citato da Lucilla Pizzoli e Matthias Heinz in un volume della Crusca del 2025).
  • Spagnolo: 660 parole di origine italiana o dei dialetti italiani nel dizionario della Real Academia del 2003 (conteggio di Margarita Lliteras, 2016, citato da David Giménez Folqués).
  • Giapponese: i grandi dizionari di parole straniere hanno 40-50.000 parole inglesi e “appena 500” italiane, scrive il linguista Edoardo Lombardi Vallauri (2024). Nell’edizione 2020 del dizionario di parole straniere dell’editore Sanseido le voci italiane, senza i nomi propri, sono 535, contro circa 370 nel 1987: le nuove sono in gran parte di cucina.

Quali parole italiane si trovano in più lingue?

Tra le fonti che abbiamo trovato, l’unico conteggio su molte lingue è quello di un grande dizionario degli italianismi nel mondo preparato da Luca Serianni, Lucilla Pizzoli e Leonardo Rossi per l’editore UTET, mai uscito. Nel 2009 Rossi ne ha pubblicato un assaggio su Treccani: le lingue esaminate fino ad allora erano 66, da tutti i continenti.

ParolaIn quante lingue (su 66)
spaghetti54
pizza50
mafia45
cappuccino (la bevanda)40
ciao37
ravioli36
salame32
espresso31
risotto27
cannelloni25
paparazzo23
tiramisù23
cappuccino (il frate)21
libero (nel calcio)18
tifoso17
dolce vita16
pesto16

Sono dati del 2009 e parziali: misurano la presenza nei dizionari, non quanto una parola si usa. Alcuni siti (per esempio Libreriamo nel 2024) li ripropongono come se fossero di oggi.

L’OIM, che per ora copre una ventina di lingue e varietà, a ottobre 2026 registra allegro, pizza e spaghetti in 13 lingue e varietà, cappuccino, casino e maccheroni in 12. I numeri non si possono confrontare con quelli del 2009 e dipendono soprattutto da quali lingue sono già state lavorate.

Quali sono le più usate nei testi? I nostri conti

Per capire quanto si usano davvero, abbiamo misurato la frequenza di queste parole nei testi di dieci lingue con wordfreq, una libreria di dati linguistici che combina Wikipedia, sottotitoli di film, notizie, libri, web e social. È uno strumento serio ma fermo: i dati arrivano fino al 2021 circa e la sua autrice, Robyn Speer, ha annunciato nel 2024 che non saranno più aggiornati. Lo diciamo perché conta: misura la lingua scritta online fino a quella data.

Il metodo, in breve:

  • le parole da misurare le abbiamo prese da elenchi di italianismi (Wiktionary e Wikipedia), non dalla memoria, e per ognuna abbiamo controllato l’origine italiana su un dizionario: Merriam-Webster o American Heritage per l’inglese, CNRTL o Larousse per il francese, DWDS o Duden per il tedesco, il dizionario della Real Academia per lo spagnolo, Michaelis per il portoghese, il Daijisen per il giapponese;
  • abbiamo escluso gli omografi più evidenti: l’inglese bank, il tedesco Bank (che vuol dire anche panchina), lo spagnolo bravo (che vuol dire feroce). Restano parole come solo o studio, che contano anche altri usi;
  • per olandese, polacco, svedese e russo abbiamo misurato solo il gruppo di parole “simbolo”;
  • la frequenza è sulla scala Zipf: 3 vuol dire una volta ogni milione di parole, 4 dieci volte, 5 cento volte.

Le parole “simbolo” in dieci lingue

ParolaIngleseFranceseTedescoSpagnoloMedia su 10 lingue
pizza4,434,104,304,244,22
mafia3,833,923,964,073,63
graffiti3,653,293,673,213,40
spaghetti3,653,253,582,813,34
espresso3,392,783,512,823,19
ciao2,813,403,392,873,09
paparazzi3,212,952,982,943,06
cappuccino2,872,583,232,242,97
risotto2,872,882,982,592,81
mozzarella3,102,873,022,622,70
tiramisu2,462,712,611,762,43
gelato2,782,032,211,852,19

Le dieci lingue sono inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, olandese, polacco, svedese, russo e giapponese. Pizza è la più frequente di questo gruppo in tutte e dieci: anche in russo, dove ha il valore più basso (3,71), supera graffiti e spaghetti. Va detto che il gruppo l’abbiamo scelto noi, e che in giapponese ピザ è anche il nome del test scolastico OCSE PISA: lì il dato va preso con cautela.

Le parole rimaste italiane più frequenti, lingua per lingua

Se si guardano tutte le parole rimaste nella forma italiana, pizza non è sempre in testa:

  • inglese: studio (4,66), zero (4,63), solo (4,61), poi pizza (4,43), piano, opera, scenario, costume, casino. Costume è arrivata passando dal francese, e forse anche zero, dice il Merriam-Webster;
  • francese: scénario e bravo (4,54), studio, solo, villa, duo, opéra, piano, trio, poi pizza (4,10). Il francese studio è arrivato passando dall’inglese, secondo il dizionario CNRTL;
  • tedesco: Firma (5,00), che in tedesco vuol dire azienda e un tempo era la firma del mercante, poi Finale, Studio, Motto, Villa, Pizza (4,30);
  • spagnolo: prima pizza (4,24), poi mafia, casino, ópera, capo;
  • portoghese: palco (4,73), poi pizza (4,24) e piano.

Le parole “travestite”: le più usate di tutte

Le parole di origine italiana più frequenti in assoluto sono quelle che quasi nessuno riconosce più come italiane; in inglese molte sono arrivate attraverso il francese:

LinguaParolaDaZipf
Inglesegroupgruppo (via francese)5,57
Inglesemillionmilione (via francese)5,33
Ingleseriskrischio (via francese)5,05
Inglesecashcassa (forse via francese)4,92
Inglesealarm, alertall’arme, all’erta (via francese)4,28, 4,33
TedescoProzentper cento5,22
TedescoSpaßspasso5,22
TedescoKontoconto4,44
TedescoKassecassa4,28
Spagnologrupogruppo5,58
Spagnoloempresaimpresa5,28
Spagnolodiseñodisegno4,84

Zipf tra 5 e 5,6 vuol dire parole di tutti i giorni, usate centinaia di volte ogni milione di parole. Una curiosità: il tedesco Kartoffel, patata, viene dall’italiano tartufolo, secondo il dizionario etimologico di Pfeifer pubblicato sul sito DWDS.

Abbiamo confrontato l’ordine anche con Google Books Ngram, che conta solo i libri: regge in modo moderato. In inglese, i libri spingono in alto le parole colte e mediche (scenario, malaria, influenza) e in basso quelle del parlato (finale, mafia).

Ma pizza è davvero la parola italiana più conosciuta?

Lo si legge spesso, ma la fonte più antica che abbiamo trovato è un sondaggio che chiedeva un’altra cosa. Tra il 5 novembre 2008 e il 30 gennaio 2009 la Società Dante Alighieri chiese sul suo sito, Paese per Paese dell’Unione europea, quali fossero, tra 100 parole proposte, le dieci entrate nella propria lingua “più importanti storicamente e culturalmente”. Vinse pizza con l’8% dei voti, davanti a cappuccino e spaghetti (7%) ed espresso (6%). WineNews titolò: “Le parole italiane più note?”.

Era un sondaggio online, aperto a chiunque, e chiedeva l’importanza, non la notorietà. La formula corretta è un’altra: pizza è una delle parole italiane più diffuse e, nel nostro gruppo di parole “simbolo”, la più frequente nei testi di tutte le lingue misurate. Nelle fonti che abbiamo consultato nessuno ha misurato se sia la più conosciuta.

Nel 2026 la Farnesina e la Fondazione Treccani Cultura hanno dedicato agli italianismi il progetto Onde, venti tracce audio su altrettante parole. La Farnesina spiega che le parole sono state scelte per raccontare invenzioni e cambiamenti; alcuni giornali, per esempio Tgcom24, l’hanno presentato come una classifica degli italianismi più diffusi, con in testa pizzaiuolo. Nelle fonti che abbiamo letto però non c’è nessuna misura della diffusione, e nei testi che abbiamo misurato pizzaiuolo quasi non compare.

Da quali epoche vengono le parole italiane?

In tedesco Bank compare nel 1289, in inglese opera nel 1648 e paparazzo nel 1961, secondo il DIFIT. Ogni epoca ha lasciato il suo strato:

  • Medioevo e Rinascimento, il commercio: i banchieri e i mercanti italiani hanno dato all’Europa banca, conto, credito, cassa, rischio. Nel DIFIT le voci di economia e commercio sono 239 in tedesco, 84 in francese e 71 in inglese (Francesca Fusco, 2023). Secondo Pizzoli e Heinz (2025), banca è passata in almeno 10 lingue.
  • Cinquecento, l’arte e la guerra: fresco, stucco, cupola, loggia, piazza, balcone, sonetto, soldato. In inglese il periodo tra il 1550 e il 1650 è quello con più parole nuove italiane: poco più di 900 prime attestazioni, secondo l’OIM.
  • Sei e Settecento, la musica: opera, aria, sonata, soprano, allegro, libretto, impresario. In inglese la musica è il primo ambito per numero di significati di origine italiana: più di 950, contro gli oltre 400 di arte e architettura e gli oltre 350 della cucina.
  • Ottocento: il secondo picco in inglese, oltre 670 prime attestazioni, ancora con molta musica.
  • Novecento, cucina, cinema, calcio: espresso, pizzeria, tiramisù, paparazzo, dolce vita, libero, tifoso. È il settore più vivo: su 84 parole di cucina italiane comparse di recente nei testi inglesi, 58 non erano ancora nel DIFIT (studio di Daniele Della Pietra, 2021), da aperitivo ad arancini.

Le storie dietro alcune parole

Alcune storie sono documentate, altre si raccontano ma non hanno prove. Ecco come stanno le cose secondo dizionari e storici.

Ciao. Viene dal veneto s-ciao, s-ciavo: “(sono vostro) schiavo”, come formula di cortesia. Lo dicono Treccani, il Merriam-Webster e il DIFIT. In inglese il Merriam-Webster lo registra dal 1929, ma un ciavo compare già in un testo inglese del 1819. All’estero si scrive anche tchao in francese, tschau (raro) in tedesco, tchau in portoghese, chao in spagnolo. Attenzione: in francese e in tedesco si usa soprattutto per salutare andando via, non all’incontro. Perché si sia diffuso nel mondo non lo spiega nessuna delle fonti che abbiamo consultato.

Quarantena. È la forma veneziana di “quarantina”, dai quaranta giorni di isolamento. Ma la prima legge di isolamento conosciuta non è di Venezia: è di Ragusa, l’attuale Dubrovnik, nel 1377 (lo scrive la storica Eugenia Tognotti sulla rivista dei CDC americani, 2013), e all’inizio durava 30 giorni, secondo l’Università di Münster. Venezia aprì nel 1423 il primo lazzaretto permanente, sull’isola di Santa Maria di Nazareth: da lì la parola lazaretto, in inglese dal 1549.

Bancarotta. L’usanza di rompere il banco del cambiavalute che non pagava è documentata in Italia dal 1392, e Treccani fa nascere la parola da banca rotta. Uno studio del linguista Wolfgang Schweickard (2024) sostiene però che la parola composta sia nata in Francia, banque route nel 1455, e che l’italiano bancarotta, del 1561, sia tornato dal francese. La strada è contesa; l’usanza no.

Ghetto. Nasce a Venezia nel 1516, nel quartiere assegnato agli ebrei, che prendeva il nome dal ghèto, la fonderia (Treccani, Merriam-Webster). Esistono altre ipotesi, dall’yiddish a borghetto, riportate dal dizionario etimologico online Etymonline.

Paparazzi. Viene da Paparazzo, il fotografo della Dolce vita di Federico Fellini (1959-60). In inglese dal 1961, dice il Merriam-Webster. Si racconta che Fellini abbia preso il cognome da un libro di viaggio, By the Ionian Sea: Etymonline lo riporta come voce non confermata, e gli altri dizionari consultati non ne parlano.

Influenza e malaria. Influenza è l’influsso degli astri, a cui si attribuivano le epidemie: in inglese arriva nel 1743, durante un’epidemia partita dall’Italia, ed è diventata flu. Malaria è la “mala aria” delle paludi, in inglese dal 1740.

Gazzetta e ballot. La gazeta era una moneta veneziana da due soldi, e secondo il DIFIT il giornale si chiamò così dal suo prezzo; c’è anche chi pensa alla gazza chiacchierona. L’inglese ballot, la scheda elettorale, viene dalla ballotta, la pallina con cui si votava a Venezia.

Tiramisù. Due tradizioni se lo contendono: Treviso, con il ristorante Le Beccherie nei primi anni Settanta (Treccani lo dice “di origine trevigiana”), e Tolmezzo, in Friuli, con una ricetta scritta a mano di Norma Pielli che sarebbe del 1959 (National Geographic, 2020). La storia del dolce ottocentesco “afrodisiaco”, sostenuta dall’Accademia del Tiramisù, trova poco credito tra gli storici del cibo.

Ciabatta. Il pane ciabatta, in inglese dal 1985 secondo il Merriam-Webster, è recente: secondo il suo racconto al Guardian, nel 1999, lo ha creato nel 1982 ad Adria, vicino a Venezia, il mugnaio Arnaldo Cavallari. Marks & Spencer lo portò nei negozi britannici dal 1985. Un cuoco italiano di Londra, nello stesso articolo, sosteneva che un pane chiamato ciabatta esistesse da generazioni.

Ci sono poi parole che hanno cambiato strada: l’italiano calzone è diventato in francese caleçon, cioè mutande; fracassare ha dato lo spagnolo fracasar, fallire; dall’italiano arancini, in Austria gli Aranzini sono scorzette d’arancia al cioccolato, dal 1839.

Falsi amici: le parole italiane che all’estero significano altro

Per chi vive all’estero sono le più utili da conoscere. Il significato straniero è quello dei dizionari citati.

ParolaAll’esteroIn italianoFonte
latte (inglese)caffellattelatteMerriam-Webster, Cambridge
panini (inglese)un panino, di solito grigliato; il plurale diventa paninisplurale di paninoMerriam-Webster
biscotti (inglese)biscotti duri alle mandorle o all’anice, come i cantuccibiscotti in genereMerriam-Webster, Cambridge
confetti (inglese, francese; tedesco Konfetti)coriandoliconfetti di zuccheroMerriam-Webster, Cambridge, DIFIT
al fresco (inglese)all’aperto: dining al frescoscherzoso: in prigioneMerriam-Webster, Treccani
bimbo (inglese)donna attraente ma sciocca, spregiativobambinoMerriam-Webster, Cambridge
crescendo (inglese)anche il culmine, l’apiceaumento gradualeMerriam-Webster, Cambridge
casino (inglese, tedesco)casa da giococonfusione (la casa da gioco è il casinò)Merriam-Webster, Cambridge, Treccani
dilettante (inglese)superficiale, chi si improvvisachi fa qualcosa per passione (il senso negativo è secondario)Merriam-Webster, Cambridge
prima donna, diva (inglese)anche persona capricciosa e difficileprotagonista dello spettacolo (il senso negativo c’è anche in italiano, ma è secondario)Merriam-Webster, Cambridge, DIFIT
scampi (Regno Unito)gamberoni impanati e fritti, scampi and chipsil crostaceoCambridge
stanza (inglese)strofa di una poesiacameraMerriam-Webster
gusto (inglese)entusiasmo: with gustosapore, piacereMerriam-Webster
studio (inglese americano)anche monolocalestudio professionaleDIFIT
barista (inglese)specialista del caffè espressochi lavora al barMerriam-Webster
expresso (francese)la forma normale di espressosi scrive espressoLarousse

Due note. Barista è un viaggio di andata e ritorno: la parola italiana viene da bar, che è inglese. E studio è tornato in italiano dall’inglese con i significati di studio televisivo e di registrazione. Del pepperoni, che in Italia non esiste, parliamo nell’articolo sulle ricette “italiane” che in Italia non esistono.

E le parole nate dall’emigrazione?

Gli emigrati hanno portato parole italiane all’estero e hanno creato varietà nuove, come il Talian del Brasile; nello spagnolo del Río de la Plata si dice laburo per lavoro, dal dialetto italiano lavuro secondo la Real Academia. Ne parliamo in La lingua in valigia. Per la vita in città, a partire da Buenos Aires, trovi tutto nelle nostre pagine sulle città.

Dove si celebra l’italiano all’estero?

Ogni anno, nella terza settimana di ottobre, ambasciate, consolati e Istituti italiani di cultura organizzano la Settimana della lingua italiana nel mondo, nata nel 2001 con l’Accademia della Crusca. Ogni edizione ha un tema diverso. Secondo la Farnesina gli studenti di italiano nel mondo sono oltre un milione e mezzo, in 112 Paesi (2026); un volume della Crusca del 2025, con altri criteri, parla di circa due milioni.

Se vuoi che tuo figlio, il tuo partner o i tuoi colleghi imparino l’italiano, nella directory trovi scuole di italiano e comitati della Società Dante Alighieri, per esempio a Buenos Aires, Parigi e Madrid, e istituti italo-brasiliani a San Paolo. E nella guida Vivere a Londra trovi com’è la vita nella città dove un latte è un caffellatte e gli scampi arrivano con le patatine.

Domande frequenti

Qual è la parola italiana più conosciuta al mondo?

Nelle fonti che abbiamo consultato nessuno l’ha misurato. Nella ricerca su 66 lingue condotta fino al 2009 la più diffusa è spaghetti (54 lingue), davanti a pizza (50). Nei testi raccolti fino al 2021 circa, pizza è la più frequente di un gruppo di parole “simbolo” che abbiamo scelto, in tutte le 10 lingue che abbiamo misurato.

Quante parole italiane ci sono in inglese?

Il dizionario dell’inglese dell’Osservatorio degli italianismi nel mondo (Accademia della Crusca) conta oltre 3.000 voci, di cui più di 2.250 arrivate direttamente dall’italiano. Quasi quattro su cinque dei loro significati sono ancora in uso.

Quale lingua ha più parole italiane?

Il maltese, dove secondo gli studi del linguista Giuseppe Brincat le parole di origine italiana sono quasi la metà del lessico. Tra tedesco, inglese e francese, le tre lingue del DIFIT, il primato è del tedesco.

Da dove viene la parola “ciao”?

Dal veneto s-ciao, s-ciavo: “(sono vostro) schiavo”, una formula di cortesia. Oggi si usa in molte lingue, ma in francese e in tedesco soprattutto per salutare andando via.

Perché in inglese “latte” vuol dire caffellatte?

È l’abbreviazione di caffè latte, spiega Etymonline: in inglese indica l’espresso con latte caldo. Il Merriam-Webster la registra dal 1985, l’Oxford English Dictionary dal 1989. Se a Londra o a New York vuoi solo latte, chiedi milk.

“Paparazzi” è una parola italiana?

Sì: viene da Paparazzo, il cognome del fotografo nella Dolce vita di Federico Fellini. In inglese si usa dal 1961, secondo il Merriam-Webster, ed è diffusa in molte lingue: nel 2009 era già in 23 delle 66 esaminate.

È vero che “bancarotta” viene dal banco rotto?

L’usanza di rompere il banco del cambiavalute insolvente è documentata in Italia dal 1392. Sulla parola i linguisti discutono: i dizionari la fanno nascere in italiano, uno studio del 2024 sostiene che sia passata prima dal francese.

Fonti

Pagine consultate il 24 ottobre 2026.

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026

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