Lavorare in Francia: contratto, SMIC, 35 ore e micro-entrepreneur per italiani

Da cittadino italiano puoi lavorare a Parigi e in tutta la Francia senza permesso di lavoro, con gli stessi diritti di un lavoratore francese.

Aggiornata al 2026. Leggi, regole e procedure possono cambiare: controlla sempre le fonti ufficiali indicate o chiedi a un professionista che parla italiano.

Da cittadino italiano puoi lavorare a Parigi e in tutta la Francia senza permesso di lavoro, con gli stessi diritti di un lavoratore francese. Ecco contratto e periodo di prova, SMIC, orario, ferie, France Travail e micro-entrepreneur, con le fonti ufficiali.

Serve un permesso di lavoro?

No. Come cittadino UE in genere non ti serve un permesso di lavoro (Your Europe). Puoi fare qualsiasi attività, da dipendente o in proprio, salvo alcuni impieghi pubblici e, a certe condizioni, alcune professioni regolamentate, e non sei obbligato ad avere un titolo di soggiorno. Da assunto hai gli stessi diritti e obblighi di un dipendente francese. Le pratiche dell’arrivo sono nella guida alla burocrazia in Francia.

Il contratto di lavoro

In Francia i contratti più comuni sono il CDI (contrat à durée indéterminée, a tempo indeterminato) e il CDD (contrat à durée déterminée, a termine).

  • CDI a tempo pieno: di regola non serve un contratto scritto, salvo che lo preveda il contratto collettivo (convention collective). Senza scritto il datore deve darti una copia della DPAE (vedi sotto). Firmare un contratto resta preferibile, soprattutto se c’è un periodo di prova.
  • CDI a tempo parziale: lo scritto è obbligatorio.
  • CDD: sempre scritto, con il motivo preciso, consegnato entro 2 giorni lavorativi dall’assunzione; nel caso generale dura al massimo 18 mesi. Senza scritto, il giudice del lavoro (conseil de prud’hommes) può trasformarlo in un CDI a tempo pieno, a certe condizioni.

Il contratto scritto è in francese, ma puoi chiederne la traduzione nella tua lingua. In ogni caso il datore ti dà per iscritto le informazioni principali: entro 7 giorni (per esempio mansione, retribuzione, orario, periodo di prova) ed entro un mese (per esempio ferie e procedura in caso di fine del rapporto).

Il periodo di prova (période d’essai)

Il periodo di prova non è obbligatorio: vale solo se è scritto nel contratto o nella lettera di assunzione. Nel CDI la durata massima iniziale è:

  • 2 mesi per impiegati e operai;
  • 3 mesi per capi intermedi e tecnici (agents de maîtrise, techniciens);
  • 4 mesi per i quadri (cadres).

Si può rinnovare una volta (fino a 4, 6 o 8 mesi) solo se lo prevedono l’accordo di settore e il contratto e se sei d’accordo per iscritto. Per interrompere la prova il datore ti deve un preavviso da 24 ore a un mese, secondo da quanto sei in azienda; tu da 24 a 48 ore.

SMIC, orario e ferie

Il salario minimo (SMIC)

Dal 1° giugno 2026 lo SMIC è di 12,31 euro lordi l’ora, cioè 1.867,02 euro lordi al mese per 35 ore settimanali (arrêté del 22 maggio 2026). Si aggiorna ogni 1° gennaio e in automatico se i prezzi salgono di almeno il 2%. Per i minorenni senza 6 mesi di esperienza nel settore è ridotto. Il minimo del tuo contratto collettivo può essere più alto.

Le 35 ore e i limiti massimi

La durata legale del tempo pieno è di 35 ore a settimana; oltre sono ore straordinarie (heures supplémentaires). I limiti:

  • 10 ore di lavoro effettivo al giorno, salvo deroghe (per esempio fino a 12 ore se lo prevede il contratto collettivo);
  • 48 ore in una stessa settimana e 44 ore di media su 12 settimane consecutive;
  • una pausa di almeno 20 minuti dopo 6 ore di lavoro di fila.

Ferie pagate (congés payés)

Maturi 2,5 giorni lavorativi (jours ouvrables) per mese di lavoro effettivo: 30 giorni (5 settimane) per un anno intero, anche a tempo parziale. Il periodo di riferimento va dal 1° giugno al 31 maggio. Al massimo 24 giorni consecutivi; almeno 12 giorni vanno presi tra il 1° maggio e il 31 ottobre.

Cosa fa il datore: la DPAE

Prima che tu inizi (o inizi il periodo di prova), e al massimo 8 giorni prima, il datore invia all’Urssaf la DPAE (déclaration préalable à l’embauche). Con questa dichiarazione, tra l’altro:

  • ti iscrive alla cassa malattia (caisse primaire d’assurance maladie);
  • chiede la visita medica di prevenzione al servizio di medicina del lavoro;
  • chiede la tua iscrizione ai regimi di pensione e affilia il datore all’assicurazione contro la disoccupazione.

Ti consegna una copia della DPAE o della ricevuta e ti affilia alla pensione complementare (per esempio Agirc-Arrco). Numero di sicurezza sociale e carte Vitale sono nella guida alla sanità in Francia.

Cercare lavoro: France Travail

Il servizio pubblico per l’impiego è France Travail (ex Pôle emploi). Per iscriverti devi avere almeno 16 anni, dichiarare un domicilio in Francia e un’identità verificabile. L’iscrizione è online su francetravail.fr («S’inscrire, se réinscrire») e comprende la domanda di indennità di disoccupazione. Se l’online non è possibile, l’assistenza risponde al 3949.

Se perdi il lavoro hai fino a 12 mesi dalla fine del contratto per iscriverti e chiedere l’indennità. Chi non ha mai lavorato può iscriversi ma non riceve l’indennità: servono almeno 130 giorni o 910 ore di lavoro. Offerte in tutta Europa sono sul portale EURES.

Titoli di studio e professioni regolamentate

Se la tua professione non è regolamentata, è il datore a valutare i tuoi titoli. Può chiederti un’attestation de comparabilité, rilasciata dal centro ENIC-NARIC France: si chiede online, costa 120 euro e la risposta arriva entro 4 mesi dal pagamento. È un parere: non ha valore legale e non è obbligatoria.

Per le professioni regolamentate (libere professioni come avvocato, architetto, medico, ma anche mestieri come meccanico o parrucchiere) la procedura cambia da professione a professione: Service Public indica di informarsi presso il centro ENIC-NARIC. Puoi verificare la tua professione nella banca dati UE delle professioni regolamentate.

Lavorare in proprio: il micro-entrepreneur

Il micro-entrepreneur (prima auto-entrepreneur) è un regime fiscale e sociale semplificato dell’impresa individuale. I passi principali:

  1. verifica se l’attività è regolamentata (per esempio ristoratore, agente immobiliare, parrucchiere): servono requisiti o autorizzazioni;
  2. scegli l’indirizzo dell’attività (domiciliation, obbligatoria), anche casa tua;
  3. registrati online sul Guichet des formalités des entreprises: è gratuito (salvo per gli agenti di commercio) e ricevi il numero SIREN.

Per il 2026 le soglie di fatturato sono 203.100 euro (commercio e alloggio) e 83.600 euro (servizi e professioni liberali): il regime si perde se le superi due anni di fila. I contributi sociali sono una percentuale del fatturato incassato, nel 2026:

AttivitàContributi
Vendita di merci e alloggio12,3%
Prestazioni di servizi (BIC)21,2%
Professioni liberali non regolamentate25,6%
Professioni liberali iscritte alla Cipav23,2%

Dichiari il fatturato ogni mese o ogni trimestre e paghi sul sito autoentrepreneur.urssaf.fr. Se non incassi nulla, non paghi contributi. Attenzione: questo regime non dà diritto all’indennità di disoccupazione di France Travail. Le imposte sono spiegate nella guida alle tasse in Francia.

Per aprire l’attività puoi cercare un commercialista a Parigi; per un problema con il contratto o un licenziamento, un avvocato a Parigi.

Fonti ufficiali

Aggiornamento

Informazioni aggiornate al 2026. Leggi, regole e procedure possono cambiare nel tempo: controlla sempre le fonti ufficiali indicate oppure chiedi a un professionista.

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