Lavorare a Londra: visti, right to work, contratto e salario minimo per italiani

Dopo la Brexit, per lavorare a Londra da cittadino italiano ti serve uno status di immigrazione che te lo permetta.

Aggiornata al 2026. Leggi, regole e procedure possono cambiare: controlla sempre le fonti ufficiali indicate o chiedi a un professionista che parla italiano.

Dopo la Brexit, per lavorare a Londra da cittadino italiano ti serve uno status di immigrazione che te lo permetta. Questa guida ti spiega come verificarlo, cosa deve contenere il tuo contratto e quali sono i diritti minimi su paga, orario e ferie, con i link alle fonti ufficiali.

Puoi lavorare nel Regno Unito?

La libera circolazione tra Regno Unito e Unione europea è finita il 31 dicembre 2020. Dal 1° gennaio 2021 vale il sistema a punti (points-based immigration system). Secondo il governo britannico, se non vivevi nel Regno Unito entro il 31 dicembre 2020 e non hai diritti in base all’accordo di recesso, devi rispettare requisiti specifici per lavorare. Da visitatore puoi restare fino a 6 mesi senza visto e, per esempio, fare colloqui di lavoro. Per entrare come visitatore, però, chi viene dall’Europa di solito ha bisogno di un’autorizzazione elettronica di viaggio (ETA).

Se hai il settled o pre-settled status

Con il settled o pre-settled status dell’EU Settlement Scheme puoi lavorare nel Regno Unito. Il termine per la maggior parte delle domande era il 30 giugno 2021; la pagina ufficiale indica in quali casi si può ancora fare domanda.

Se arrivi ora: il visto Skilled Worker

Tra i visti di lavoro c’è lo Skilled Worker. Secondo GOV.UK devi:

  • lavorare per un datore di lavoro approvato dall’Home Office (sponsor);
  • avere un certificate of sponsorship (CoS) dal datore, con i dati del ruolo;
  • svolgere un lavoro presente nell’elenco delle occupazioni ammesse;
  • ricevere uno stipendio minimo: di norma il più alto tra 41.700 sterline l’anno e il “going rate” del tuo lavoro;
  • conoscere l’inglese.

Ti serve un’offerta di lavoro confermata prima di fare domanda. Il visto può durare fino a 5 anni prima del rinnovo. Per questo visto paghi anche il contributo sanitario IHS (vedi la guida alla sanità nel Regno Unito).

Youth Mobility Scheme e altri visti

Il Youth Mobility Scheme permette a giovani di alcuni Paesi di vivere e lavorare nel Regno Unito fino a 2 anni. L’Italia oggi non è nell’elenco dei Paesi ammessi pubblicato su GOV.UK.

Per gli altri visti di lavoro consulta l’elenco ufficiale e lo strumento Check if you need a UK visa.

Il controllo del diritto al lavoro (right to work check)

Prima di iniziare devi dimostrare al datore di lavoro il tuo diritto a lavorare. Se non hai la cittadinanza britannica o irlandese puoi usare:

  • uno share code, che generi online dal tuo account UKVI;
  • i tuoi documenti di immigrazione validi.

La scelta è tua: il datore non può rifiutarti perché hai dato un documento invece dello share code. Il datore rischia una sanzione civile se impiega un lavoratore irregolare senza aver fatto correttamente il controllo, e non può discriminare nessuno per la sua provenienza.

Il contratto: il written statement

Il datore deve darti un documento con le condizioni principali di lavoro, il written statement of employment particulars. Non è il contratto di lavoro, ma è obbligatorio.

Il primo giorno di lavoro devi ricevere la parte principale (principal statement), che contiene almeno:

  • nomi di datore e lavoratore, mansione e data di inizio;
  • paga e frequenza dei pagamenti;
  • orari e giorni di lavoro, ed eventuali straordinari, notti o domeniche;
  • ferie, luogo di lavoro e durata prevista del rapporto (con data di fine, se a termine);
  • durata e condizioni dell’eventuale periodo di prova (probation);
  • altri benefit e formazione obbligatoria.

Sempre dal primo giorno devi avere le informazioni su malattia, altri congedi retribuiti e preavviso. Entro 2 mesi ricevi il resto (pensione, contratti collettivi, procedure disciplinari). Ogni modifica va comunicata entro un mese.

Salario minimo dal 1° aprile 2026

Le tariffe orarie cambiano ogni 1° aprile. Da aprile 2026:

  • 12,71 sterline l’ora dai 21 anni in su (National Living Wage);
  • 10,85 sterline dai 18 ai 20 anni;
  • 8 sterline sotto i 18 anni e per gli apprendisti (nei casi previsti).

Se pensi di non ricevere il minimo puoi rivolgerti ad Acas (Advisory, Conciliation and Arbitration Service).

Orario di lavoro e ferie

Non puoi lavorare più di 48 ore a settimana in media, di norma calcolate su 17 settimane. Puoi scegliere di superarle firmando un opt-out, che deve essere volontario e scritto: il datore non può licenziarti o trattarti male se rifiuti. Puoi revocarlo con almeno 7 giorni di preavviso (fino a 3 mesi, se l’accordo lo prevede). Alcune categorie non possono fare l’opt-out.

Quasi tutti i lavoratori hanno diritto a 5,6 settimane di ferie pagate l’anno: chi lavora 5 giorni a settimana ha almeno 28 giorni. Il datore può includere i giorni festivi (bank holidays) in questo conteggio. Per il part-time le ferie si riducono in proporzione.

National Insurance e tasse

Numero di National Insurance, trattenute PAYE in busta paga e dichiarazione dei redditi sono spiegati nella guida alle tasse nel Regno Unito.

Cercare lavoro

Il servizio pubblico Find a job pubblica offerte a tempo pieno e parziale in Inghilterra, Scozia e Galles. Il Jobcentre Plus si contatta per domande di sussidi e appuntamenti. Per orientamento c’è il National Careers Service.

Titoli di studio e professioni regolamentate

UK ENIC è il centro nazionale per le qualifiche internazionali, gestito da Ecctis per il Dipartimento dell’Istruzione britannico. A pagamento rilascia lo Statement of Comparability, un certificato che mostra a cosa corrispondono nel sistema britannico i tuoi titoli accademici o professionali riconosciuti a livello nazionale. In genere non vale per licenze professionali e qualifiche rilasciate da enti professionali.

Alcune professioni sono regolamentate: per esercitarle o usare il titolo (per esempio “architect”) servono qualifiche o esperienze precise. Con il Regulated Professions Register verifichi se la tua lo è e trovi l’ente regolatore da contattare.

Lavorare in proprio

Il modo più semplice per lavorare in proprio è come sole trader (lavoratore autonomo). Puoi iniziare subito, ma devi registrarti al Self Assessment con HMRC se guadagni più di 1.000 sterline in un anno fiscale (6 aprile – 5 aprile). Devi tenere la contabilità e, se superi i requisiti, registrarti all’IVA (VAT). Alcune attività richiedono licenze o permessi. Controlla anche che il tuo status di immigrazione ti consenta di lavorare in proprio.

Per far controllare un contratto o per una controversia puoi cercare un avvocato a Londra; per la parte fiscale, un commercialista.

Fonti ufficiali

  • GOV.UK, “Electronic travel authorisation (ETA)”: gov.uk
  • GOV.UK, “The UK’s points-based immigration system: information for EU citizens”: gov.uk
  • GOV.UK, “Apply to the EU Settlement Scheme (settled and pre-settled status)”: gov.uk
  • GOV.UK, “Apply to the EU Settlement Scheme: what you’ll get”: gov.uk
  • GOV.UK, “Skilled Worker visa”: gov.uk
  • GOV.UK, “Skilled Worker visa: your job”: gov.uk
  • GOV.UK, “Youth Mobility Scheme visa: eligibility”: gov.uk
  • GOV.UK, “Work visas”: gov.uk
  • GOV.UK, “Check if you need a UK visa”: gov.uk
  • GOV.UK, “Prove your right to work to an employer”: gov.uk
  • GOV.UK, “Checking a job applicant’s right to work”: gov.uk
  • GOV.UK, “Employment contracts: written statement of employment particulars”: gov.uk
  • GOV.UK, “National Minimum Wage and National Living Wage rates”: gov.uk
  • Acas: acas.org.uk
  • GOV.UK, “Maximum weekly working hours”: gov.uk
  • GOV.UK, “Maximum weekly working hours: opting out of the 48 hour week”: gov.uk
  • GOV.UK, “Holiday entitlement”: gov.uk
  • GOV.UK, “Find a job”: gov.uk
  • GOV.UK, “Contact Jobcentre Plus”: gov.uk
  • National Careers Service: nationalcareers.service.gov.uk
  • UK ENIC, “About UK ENIC”: enic.org.uk
  • UK ENIC, “Statement of Comparability”: enic.org.uk
  • GOV.UK, “Regulated Professions Register”: regulated-professions.service.gov.uk
  • GOV.UK, “Become a sole trader”: gov.uk
  • GOV.UK, “Working for yourself”: gov.uk

Aggiornamento

Informazioni aggiornate al 2026. Leggi, regole e procedure possono cambiare nel tempo: controlla sempre le fonti ufficiali indicate oppure chiedi a un professionista.

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