Dove rende di più lo stipendio? Potere d’acquisto, casa e sicurezza: i Paesi a confronto

Con lo stipendio medio, il netto compra più che in Italia in quasi tutti i Paesi che seguiamo. Ma in città trovare casa è difficile. Dati Eurostat e OCSE.

In quasi tutti i Paesi europei e anglosassoni che seguiamo sul sito, lo stipendio netto di un lavoratore medio compra più cose che in Italia, anche dopo aver tenuto conto dei prezzi. Secondo Eurostat, nel 2025 un single senza figli con lo stipendio medio del suo Paese aveva il 48% di potere d’acquisto in più in Lussemburgo, il 32% in Austria e il 23% nei Paesi Bassi; in Spagna e in Francia poco più che in Italia, a Malta e in Portogallo meno. Fuori dall’Unione europea, secondo l’OCSE, il netto medio svizzero compra il doppio di quello italiano.

Ma questi sono stipendi medi nazionali, e per chi si trasferisce c’è un altro conto da fare: la casa. Nelle grandi città europee trovare un’abitazione a un prezzo ragionevole è difficile quasi ovunque, e per chi paga un affitto a prezzo di mercato il peso sul reddito è alto anche in Italia. Qui trovi i numeri ufficiali, Paese per Paese, e cosa dicono davvero.

In breve

  • Stipendio netto (Eurostat, 2025, a parità di potere d’acquisto): rispetto all’Italia, Lussemburgo +48%, Austria +32%, Paesi Bassi +23%, Irlanda +20%, Germania +18%; Malta -3%, Portogallo -13%.
  • Fuori dall’UE (OCSE, 2025): netto medio svizzero doppio di quello italiano; Regno Unito, Canada e Australia tra +40% e +47%, Stati Uniti +29%.
  • Prezzi (Eurostat, 2025): l’Italia è appena sotto la media UE; Svizzera, Lussemburgo, Danimarca e Irlanda costano dal 40% all’81% in più della media, Spagna, Portogallo, Malta e Albania meno.
  • Casa: i prezzi di affitti e utenze in Irlanda sono più del doppio che in Italia, in Svizzera ancora di più (Eurostat, 2025); a Zurigo, Monaco, Parigi, Bruxelles o Londra solo una o due persone su dieci dicono che è facile trovare casa a un prezzo ragionevole (Commissione europea, 2023).
  • Sicurezza: l’Italia ha uno dei tassi di omicidi più bassi tra i Paesi che seguiamo; gli Stati Uniti sono dieci volte sopra (ONU, UNODC, dati 2023-2024).

Sono informazioni generali, non una consulenza: medie nazionali e casi tipo calcolati dagli istituti statistici, non una promessa di stipendio: quanto guadagnerai dipende dal tuo lavoro, dalla città e dal contratto. Dati letti l’11 ottobre 2026.

Cosa vuol dire “potere d’acquisto”?

Lo stesso stipendio non compra le stesse cose in tutti i Paesi. Mille euro a Lisbona e mille euro a Dublino sono la stessa cifra, ma i prezzi sono diversi. Per confrontare davvero gli stipendi gli istituti statistici li convertono con le parità di potere d’acquisto (PPP): tassi di conversione che eliminano le differenze di prezzo tra i Paesi.

Eurostat usa una moneta artificiale, lo standard di potere d’acquisto (PPS): una somma in PPS dice quanti beni e servizi puoi comprare “agli stessi prezzi”. L’OCSE fa lo stesso con i dollari a parità di potere d’acquisto.

Accanto c’è l’indice dei livelli dei prezzi: dice quanto costa un Paese rispetto alla media (per Eurostat, media UE = 100). Un indice di 130 vuol dire prezzi più alti del 30%.

Tre avvertenze, che Eurostat stesso scrive nelle note metodologiche:

  • non servono a stilare una classifica rigida: con valori vicini l’ordine può dipendere da piccoli errori, e i numeri danno “l’ordine di grandezza”;
  • sono più affidabili per i grandi totali (tutti i consumi) che per le singole voci, come casa o alimentari;
  • sono medie nazionali: Eurostat non le calcola per regione o per città, e i prezzi di Londra, Parigi o Zurigo possono essere diversi dalla media del loro Paese.

In quali Paesi lo stipendio netto compra di più?

Eurostat pubblica ogni anno lo stipendio netto di alcuni casi tipo. Il più semplice è un single senza figli che guadagna il salario medio del suo Paese, nell’industria e nei servizi: dal lordo si tolgono imposte e contributi del lavoratore. Ecco il 2025.

PaeseNetto annuo in euroNetto in PPSItalia = 100
Lussemburgo55.87742.063148
Austria42.34737.525132
Paesi Bassi40.79335.169123
Irlanda47.02734.060120
Germania36.53533.630118
Svezia38.95032.757115
Danimarca45.43031.771111
Belgio36.41431.250110
Spagna27.04129.750104
Media UE29.95429.350103
Francia32.34629.086102
Italia27.78828.496100
Malta25.27327.59097
Portogallo21.44924.66687

Fonte: Eurostat, tabella earn_nt_net, single senza figli al 100% del salario medio, 2025. Ultima colonna: calcolo di InItaliano sul netto in PPS.

Due cose saltano all’occhio. La prima: in euro l’Irlanda e la Danimarca pagano più dell’Austria (47.027 e 45.430 euro contro 42.347), ma i prezzi più alti si mangiano tutta la differenza, e in potere d’acquisto l’Austria le supera. La seconda: in Spagna il netto medio in euro è più basso che in Italia, ma i prezzi sono più bassi, e alla fine compra un po’ di più.

Due avvertenze sulla tabella. Dal 2024 questi dati li calcola il Centro comune di ricerca della Commissione europea e non più l’OCSE: per questo non vanno confrontati con gli anni precedenti. E per Svizzera, Stati Uniti e Regno Unito Eurostat non ha il 2025 (per il Regno Unito l’ultimo anno è il 2019): per loro serve l’OCSE.

E fuori dall’Unione europea?

L’OCSE pubblica ogni anno il rapporto Taxing Wages con lo stesso caso tipo, il single senza figli al salario medio, per tutti i suoi Paesi membri. L’edizione 2026 riguarda i redditi del 2025.

PaeseNetto annuo (dollari a parità di potere d’acquisto)Italia = 100Quota del lordo che va in imposte e contributi
Svizzera87.30320218%
Paesi Bassi67.01715528%
Lussemburgo63.38514732%
Regno Unito63.27714723%
Canada60.81114126%
Irlanda60.64314025%
Australia60.27514024%
Austria58.31713532%
Germania57.63413339%
Danimarca57.20513235%
Stati Uniti55.64412924%
Belgio52.91412340%
Svezia51.33311923%
Francia48.45011228%
Media OCSE46.78710825%
Spagna43.97610224%
Italia43.18210029%
Portogallo34.4448025%

Fonte: OCSE, Taxing Wages 2026, single senza figli al 100% del salario medio, anno 2025. Ultima colonna: aliquota media netta del lavoratore (imposte e contributi meno eventuali assegni). Colonna “Italia = 100”: calcolo di InItaliano.

Perché i numeri non coincidono con quelli di Eurostat? Perché sono due calcoli diversi: dal 2024 i dati di Eurostat li produce il Centro comune di ricerca della Commissione con un suo modello, l’OCSE usa il proprio; il salario medio di partenza non coincide (per l’Italia 40.056 euro lordi per Eurostat, 36.594 per l’OCSE) e anche la conversione in potere d’acquisto è diversa. L’ordine dei Paesi si somiglia, le cifre no. Per esempio il Belgio è a 110 per Eurostat e a 123 per l’OCSE. Prendi i due confronti come due misure dello stesso fenomeno, non come numeri da sommare.

Per un single al salario medio, il Belgio ha anche il cuneo fiscale più alto dell’OCSE: imposte e contributi di lavoratore e datore di lavoro sono il 52,5% di quanto costa il lavoratore all’azienda. In Italia sono il 45,8%, in calo dal 47% del 2024; la media OCSE è il 35,1%, la Svizzera è al 23%.

Per i Paesi che non fanno parte dell’OCSE non c’è un dato confrontabile:

  • Singapore: per il Ministero del Lavoro, a giugno 2025 lo stipendio lordo mediano dei residenti a tempo pieno era di 5.775 dollari di Singapore al mese, contributi del datore di lavoro al fondo previdenziale (CPF) compresi. È una mediana, conta solo cittadini e residenti permanenti e non si può mettere nella tabella;
  • Albania: per l’istituto di statistica INSTAT lo stipendio lordo medio era di 92.150 lek al mese nel secondo trimestre 2026, il 9,8% in più di un anno prima;
  • Emirati Arabi Uniti: non esistono statistiche ufficiali sugli stipendi confrontabili con gli altri Paesi.

Quanto costa vivere in ogni Paese?

Eurostat confronta i prezzi di consumi, casa, alimentari e ristoranti. La media UE è 100.

PaeseTutti i consumiCasa, acqua ed energiaAlimentariRistoranti e alberghi
Svizzera181213159163
Lussemburgo148182124119
Stati Uniti143n.d.n.d.n.d.
Danimarca140167120142
Irlanda140190113118
Svezia128122110123
Regno Unito128n.d.n.d.n.d.
Paesi Bassi12013497120
Austria119113110117
Belgio118135105117
Germania109114103108
Francia106121108116
Italia9891103111
Malta967311291
Spagna91989585
Portogallo858110174
Albania666510353

Fonte: Eurostat, tabella prc_ppp_ind_1, indici dei livelli dei prezzi 2025 (media UE = 100), stima preliminare di luglio 2026. “Tutti i consumi” sono i consumi individuali effettivi, compresi i servizi pubblici come sanità e scuola. Per Stati Uniti e Regno Unito Eurostat pubblica solo il totale.

Cosa si legge:

  • l’Italia è un Paese di prezzi nella media UE, con la casa più economica della media e gli alimentari un po’ più cari;
  • la voce che cambia di più da un Paese all’altro è la casa: in Irlanda costa più del doppio che in Italia, in Svizzera più del doppio della media UE;
  • tra i Paesi della tabella gli alimentari variano poco: da 95 in Spagna a 113 in Irlanda, e in Albania sono allo stesso livello dell’Italia (103). Più cari Svizzera (159), Lussemburgo (124) e Danimarca (120).

Per Australia e Canada, che Eurostat non copre, c’è la stima mensile dell’OCSE, un calcolo diverso con l’Italia = 100: ad agosto 2026 i prezzi dei consumi erano a 142 in Australia e 123 in Canada; con la stessa misura gli Stati Uniti erano a 140 e il Regno Unito a 131. Per Singapore e gli Emirati l’ultimo confronto rilevato è quello della Banca Mondiale sul 2021: i prezzi dei consumi erano poco sotto quelli italiani. È però un dato di prima dell’ondata di inflazione del 2022-2023: oggi il confronto può essere diverso.

Quanto pesa la casa sullo stipendio?

In Italia pochi spendono troppo per la casa: solo il 5% delle persone vive in famiglie che spendono più del 40% del reddito disponibile per l’abitazione, contro il 7,7% della media UE (Eurostat, 2025). Ma è una media di tutta la popolazione, proprietari compresi. Per chi paga un affitto a prezzo di mercato, la situazione di molti di quelli che arrivano in un Paese nuovo, i numeri cambiano, e anche in Italia la quota sale al 22,3%.

PaeseInquilini a prezzo di mercato che spendono più del 40% del reddito per la casaTutta la popolazione
Paesi Bassi39,5%6,5%
Portogallo27,2%6,3%
Spagna26,8%7,2%
Belgio25,4%6,7%
Irlanda24,0%5,3%
Danimarca23,6% (*)23,4% (*)
Lussemburgo23,2% (*)8,1% (*)
Svizzera (2024)22,8%15,3%
Italia22,3%5,0%
Albania (2023)21,8%2,1%
Malta21,5%6,0%
Francia18,7%6,4%
Media UE18,6%7,7%
Svezia18,4%10,8%
Austria14,5%6,1%
Germania13,2%11,2%

Fonte: Eurostat, tabelle ilc_lvho07c e ilc_lvho07a, 2025 salvo dove indicato. Il costo della casa comprende l’affitto o gli interessi del mutuo, le utenze e le spese ordinarie. () Nel 2025 Danimarca e Lussemburgo hanno cambiato metodo: i dati non si confrontano con gli anni precedenti (in Danimarca il totale è passato dal 14,6% al 23,4%).*

Nei Paesi Bassi quasi quattro inquilini su dieci superano la soglia; in Germania e in Austria meno di uno su sei.

Per i Paesi fuori dall’UE la misura più vicina è dell’OCSE, che però conta solo l’affitto, senza bollette, e quindi non si mette nella stessa tabella: per chi è in affitto, l’affitto mediano vale il 24-25% del reddito disponibile in Svizzera (2023), Canada (2022) e Stati Uniti (2023, sul reddito lordo), il 23% in Australia (2021) e nel Regno Unito (2022), contro il 18,4% in Italia (2024).

Le regole su affitti, cauzioni e contratti, Paese per Paese, sono nelle nostre guide alla casa: Belgio, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Svizzera, Paesi Bassi, Irlanda, Portogallo, Austria e Lussemburgo.

E nelle città? Dove è più difficile trovare casa

Eurostat e OCSE non pubblicano prezzi città per città confrontabili tra Paesi diversi. Esiste però un’indagine ufficiale che fa le stesse domande in 83 città europee: quella della Commissione europea sulla qualità della vita, con circa 850 interviste per città. L’ultima edizione è del 2023.

CittàÈ facile trovare una buona casa a un prezzo ragionevole (d’accordo)Mi sento sicuro a camminare da solo di notte (d’accordo)
Monaco di Baviera10%79%
Zurigo11%86%
Stoccolma11%82%
Amburgo11%75%
Parigi12%66%
Lussemburgo14%83%
Copenaghen14%87%
Lisbona16%68%
Amsterdam16%79%
Bruxelles17%60%
Dublino18%70%
Berlino19%60%
Londra22%60%
Vienna23%78%
Barcellona29%68%
Tirana30%76%
Rotterdam33%74%
Madrid36%70%
La Valletta46%77%
Media delle 83 città34%69%
Roma28%38%
Bologna24%53%
Torino44%49%
Verona44%64%
Napoli50%44%
Palermo63%52%

Fonte: Commissione europea, Quality of Life in European Cities 2023 (dati per città, file aggiornato il 18 settembre 2024). Percentuali calcolate senza chi risponde “non so”, come nel rapporto ufficiale.

Il rapporto lo scrive senza giri di parole: nella maggior parte delle capitali è difficile trovare una buona casa a un prezzo ragionevole. Anche nelle città dei Paesi con gli stipendi medi più alti, come Zurigo, Monaco e Lussemburgo, solo una persona su dieci o poco più è d’accordo. Le medie nazionali della tabella degli stipendi non dicono quanto costa la casa in queste città.

C’è anche l’altra faccia: in alcune di queste città poche persone fanno fatica a pagare i conti a fine mese. Hanno avuto difficoltà “spesso” o “a volte” nell’ultimo anno il 14,5% degli intervistati a Zurigo, il 15,6% a Copenaghen e il 16,6% a Lussemburgo, contro il 46% a Bruxelles, il 43% a Dublino e a Lisbona e il 41% a Roma (percentuali su tutti gli intervistati, compreso chi non risponde).

Per le città che non sono nell’indagine (Valencia, Basilea, Losanna, Stoccarda, Eindhoven) non c’è un dato confrontabile: nelle nostre guide “Vivere a…” trovi gli affitti dalle fonti locali, per esempio a Londra, Berlino o Dublino, e nella pagina Città tutte quelle che seguiamo.

Quali Paesi sono più sicuri?

Per confrontare la sicurezza tra Paesi così diversi il dato più usato è il numero di omicidi volontari ogni 100.000 abitanti, raccolto dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC).

PaeseOmicidi volontari ogni 100.000 abitantiAnno
Singapore0,172024
Svizzera0,502024
Emirati Arabi Uniti0,522023
Italia0,552024
Paesi Bassi0,662024
Irlanda0,702024
Portogallo0,722022
Spagna0,732024
Danimarca0,842024
Svezia0,872024
Germania0,922024
Malta0,932024
Australia0,942024
Austria0,992024
Regno Unito1,002020
Belgio1,082021
Francia1,332024
Lussemburgo1,532022
Albania1,762024
Canada1,982024
Stati Uniti5,762023

Fonte: Nazioni Unite, banca dati degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, indicatore 16.1.1 (dati UNODC), ultimo anno disponibile per ogni Paese.

L’Italia è tra i Paesi con meno omicidi, e quasi tutti i Paesi del sito stanno tra 0,2 e 2. Gli Stati Uniti sono l’eccezione, dieci volte sopra l’Italia. Nei Paesi piccoli pochi casi spostano molto il tasso: per Eurostat, che conta i reati registrati dalla polizia (l’ONU conta le vittime, e per il 2022 dà 1,53), il Lussemburgo è passato da 1,39 omicidi ogni 100.000 abitanti nel 2022 a 0,30 nel 2024.

La sicurezza “vissuta” è un’altra cosa, e qui i dati non vanno tutti nella stessa direzione. Nell’indagine della Commissione sulle città, Roma è ultima su 83 per chi si sente sicuro a camminare da solo di notte (38%), e tutte e sei le città italiane dell’indagine stanno sotto la media; Copenaghen è prima, Zurigo e Lussemburgo sono tra le prime dieci. Invece, nell’indagine Eurostat sulle famiglie, solo il 6,4% delle persone che vivono in Italia segnala criminalità, violenza o vandalismo nella propria zona, contro il 10% della media UE e il 16,7% dei Paesi Bassi (2023).

Allora, dove conviene andare?

I numeri non decidono al posto tuo, ma alcune indicazioni sono chiare:

  • il netto compra molto di più, anche con i prezzi alti: Svizzera, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Germania e Irlanda. Rispetto all’Italia, dal 18% al 48% in più per Eurostat, dal 33% fino al doppio per l’OCSE. Il punto delicato è la casa, soprattutto nelle città più richieste;
  • poco sopra l’Italia: Belgio, Danimarca e Svezia, dal 10% al 15% in più per Eurostat, dal 19% al 32% per l’OCSE;
  • vicini all’Italia: Spagna (+4% per Eurostat, +2% per l’OCSE) e Francia (+2% e +12%). In Francia la casa costa più che in Italia; in Spagna costa poco più, ma pesa molto su chi è in affitto;
  • sotto l’Italia: Malta di poco (-3%), il Portogallo nettamente (-13% per Eurostat, -20% per l’OCSE). Chi ci va spesso lo fa per altri motivi, o con uno stipendio non legato al mercato locale;
  • Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Australia: per l’OCSE il netto medio compra dal 29% al 47% in più che in Italia, con prezzi più alti; negli Stati Uniti il tasso di omicidi è circa dieci volte quello italiano.

Prima di decidere, tre controlli utili:

  1. confronta il tuo lavoro, non la media: gli annunci delle pagine Lavoro delle città, per esempio Londra, Parigi o Berlino, e le nostre guide al lavoro (Belgio, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Svizzera, Paesi Bassi, Irlanda, Portogallo, Austria, Lussemburgo) con salario minimo e contratti;
  2. guarda gli affitti della città prima di firmare il contratto di lavoro: il prezzo della casa nella città vera può cambiare molto il conto;
  3. fai i conti con le tasse: dove pagherai le imposte dipende dalla residenza fiscale, e un commercialista che conosce i due Paesi può fare la simulazione sul tuo caso; a Bruxelles puoi cercarlo nella directory dei commercialisti.

E se hai deciso di partire, il percorso Mi trasferisco ti dice cosa fare e in che ordine, a partire dall’iscrizione all’AIRE.

Domande frequenti

In quale Paese europeo lo stipendio rende di più?

Secondo Eurostat, nel 2025 il netto di un single con lo stipendio medio del Paese comprava di più in Lussemburgo (il 48% in più che in Italia), poi in Austria (+32%) e nei Paesi Bassi (+23%). Per l’OCSE, che copre anche la Svizzera, il netto medio svizzero compra il doppio di quello italiano.

In quali Paesi lo stipendio rende meno che in Italia?

Tra i Paesi dell’Unione che seguiamo, a Malta (-3%) e in Portogallo (-13%), secondo Eurostat per il 2025. Anche nella nostra tabella con i dati OCSE il Portogallo è l’unico Paese sotto l’Italia.

La Svizzera conviene davvero, con quei prezzi?

Sì, in media: i prezzi dei consumi sono l’81% sopra la media UE (Eurostat, 2025), ma il netto medio a parità di potere d’acquisto è il doppio di quello italiano (OCSE, 2025). Il problema è la casa: a Zurigo solo l’11% degli intervistati dice che è facile trovare un’abitazione buona a un prezzo ragionevole (Commissione europea, 2023).

Perché le classifiche di Eurostat e OCSE non coincidono?

Perché sono due calcoli diversi: partono da un salario medio diverso (per l’Italia 40.056 euro lordi per Eurostat, 36.594 per l’OCSE), con modelli e conversioni in potere d’acquisto diversi. L’ordine dei Paesi si somiglia, le cifre no: per esempio il Belgio è a 110 per Eurostat e a 123 per l’OCSE, fatta 100 l’Italia.

Dove è più facile trovare casa a un prezzo ragionevole?

Nelle città dell’indagine della Commissione europea che seguiamo, a La Valletta (46% d’accordo), Madrid (36%) e Rotterdam (33%); le più difficili sono Monaco di Baviera, Zurigo, Stoccolma, Amburgo e Parigi, tra il 10% e il 12%. La media delle 83 città è il 34%; a Roma è il 28%, a Palermo il 63%.

Quali sono i Paesi più sicuri?

Per numero di omicidi volontari (ONU, UNODC) Singapore, Svizzera, Emirati Arabi Uniti e Italia sono i più bassi tra i Paesi che seguiamo, tutti sotto 0,6 ogni 100.000 abitanti (dati 2023-2024); gli Stati Uniti sono a 5,76 (2023). Nella sicurezza percepita di notte, invece, le sei città italiane dell’indagine della Commissione europea (2023) sono sotto la media delle 83 città, e Roma è ultima.

Fonti

Dati scaricati e pagine consultate l’11 ottobre 2026.

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026

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