Se sei iscritto all’AIRE, per le elezioni politiche e i referendum nazionali voti per posta dal Paese in cui vivi: il consolato ti manda a casa un plico con le schede, tu voti e lo rispedisci, senza fare nessuna domanda. Voti per i parlamentari della circoscrizione Estero, che in tutto sono 12 (8 deputati e 4 senatori). Per le europee, se vivi in un Paese dell’Unione, voti invece ai seggi aperti dai consolati; per le elezioni regionali e comunali italiane devi tornare in Italia. Per i Comites, che si rinnovano a fine 2026 (la busta votata deve arrivare al consolato entro il 4 dicembre), ricevi la scheda solo se la tua domanda di iscrizione all’elenco degli elettori arriva al consolato entro il 4 novembre 2026.
Se invece non sei iscritto all’AIRE ma sei all’estero per almeno tre mesi per lavoro, studio o cure mediche, puoi votare per posta alle politiche e ai referendum, se il voto cade in quel periodo, solo se lo chiedi al tuo comune. E dal 24 ottobre 2026 una nuova legge elettorale cambia alcune regole per le prossime politiche. Qui trovi tutti i casi, le scadenze e gli errori che fanno annullare il voto.
In breve
- Politiche e referendum: a chi è iscritto all’AIRE il consolato spedisce il plico entro il 18° giorno prima del voto; la busta votata deve arrivare al consolato entro le ore 16 (ora locale) del giovedì prima del voto in Italia.
- Votare in Italia: si può, con una richiesta scritta al consolato (l'”opzione”), che vale per un solo voto.
- Non iscritti all’AIRE: per posta solo se sei all’estero almeno 3 mesi per lavoro, studio o cure mediche, con una domanda che deve arrivare al comune entro il 32° giorno prima del voto.
- Europee: in un Paese UE ai seggi dei consolati, senza voto per posta; fuori dall’UE (anche nel Regno Unito e in Svizzera) solo in Italia.
- Regionali e comunali italiane: niente voto dall’estero, si torna in Italia.
- Comites 2026: la domanda di iscrizione all’elenco deve arrivare al consolato entro il 4 novembre 2026; la busta votata entro il 4 dicembre.
- Dati: regole in vigore al 22 ottobre 2026; legge 9 ottobre 2026, n. 180, in vigore dal 24 ottobre 2026.
Queste sono informazioni generali, aggiornate a ottobre 2026. Per ogni votazione il tuo consolato pubblica le istruzioni e le date esatte: controlla sempre la sua pagina. Trovi i recapiti di consolati e ambasciate nella directory, per esempio a Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino e New York.
Chi può votare dall’estero?
Votano per posta, per Camera, Senato e referendum, i cittadini italiani maggiorenni iscritti all’AIRE e nelle liste elettorali. Non devi chiedere niente: l’elenco degli elettori all’estero lo prepara il Ministero dell’Interno unendo i dati dell’AIRE e degli schedari dei consolati.
Due cose possono farti perdere il voto:
- L’indirizzo non aggiornato. Il plico arriva all’indirizzo che risulta al consolato. Se hai cambiato casa, aggiornalo con largo anticipo, preferibilmente sul portale dei servizi consolari Fast It. I documenti da allegare possono cambiare da consolato a consolato: Bruxelles, per esempio, chiede la composizione del nucleo familiare rilasciata dal comune belga e i documenti d’identità di tutti.
- Non essere nell’elenco. Chi è iscritto all’AIRE ma per qualche motivo non è stato inserito può chiedere al consolato di essere ammesso al voto: la richiesta deve arrivare entro l’11° giorno prima del voto in Italia.
Ci sono Paesi in cui il voto per posta non è ammesso, perché l’Italia non ha relazioni diplomatiche o perché la situazione non garantisce un voto libero e segreto. Chi vive lì ed è iscritto all’AIRE vota in Italia e ha diritto al rimborso del 75% del biglietto.
Quanti parlamentari eleggono gli italiani all’estero?
Dodici: 8 deputati e 4 senatori, dal 2022. Prima erano 12 deputati e 6 senatori: il taglio dei parlamentari, confermato dal referendum del settembre 2020 (sì al 69,96%), si è applicato dalle politiche del 25 settembre 2022.
Alle politiche del 2022 la circoscrizione Estero era divisa in quattro ripartizioni, e i seggi erano distribuiti così (Ministero dell’Interno, Eligendo):
| Ripartizione | Deputati 2022 | Senatori 2022 | Elettori 2022 |
|---|---|---|---|
| Europa (con la parte asiatica di Russia e Turchia) | 3 | 1 | 2.571.013 |
| America meridionale | 2 | 1 | 1.515.264 |
| America settentrionale e centrale | 2 | 1 | 411.997 |
| Africa, Asia, Oceania e Antartide | 1 | 1 | 245.706 |
| Totale | 8 | 4 | 4.743.980 |
Fino al 2022 ogni ripartizione aveva almeno un deputato e un senatore; gli altri seggi si distribuivano in proporzione agli italiani che ci vivevano. È un sistema proporzionale con le preferenze: si votava la lista e si potevano scrivere uno o due cognomi di candidati (due preferenze dove i seggi erano almeno due, una altrove: nel 2022, al Senato, una sola ovunque). Dal 2017 possono candidarsi all’estero anche gli elettori che vivono in Italia, in una sola ripartizione; chi vive all’estero può candidarsi solo nella ripartizione in cui risiede.
Un calcolo nostro sui dati del 2022: ogni deputato eletto all’estero rappresenta circa 593.000 elettori, uno eletto in Italia circa 117.650. Circa cinque volte tanto. In Italia, però, i seggi si distribuiscono in base alla popolazione, non agli elettori: è un indicatore, non un criterio di legge.
Cosa cambia dalle prossime politiche
La legge 9 ottobre 2026, n. 180, la nuova legge elettorale, è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 9 ottobre ed entra in vigore il 24 ottobre 2026. Per l’estero cambia questo:
- Camera: due ripartizioni invece di quattro, l’Europa e un’altra che comprende Americhe, Africa, Asia, Oceania e Antartide. Ognuna avrà almeno un deputato; gli altri si divideranno in proporzione agli italiani residenti, con un decreto del Presidente della Repubblica emanato quando si convocano le elezioni;
- Senato: un collegio unico per tutto il mondo, con liste da 4 a 8 candidati e due preferenze;
- nel plico ci sarà un tagliando con un codice a lettura ottica, che andrà firmato: le schede con il tagliando non firmato saranno annullate;
- dal lunedì prima del voto ogni consolato pubblicherà sul suo sito quanti plichi ha spedito e quanti ne ha ricevuti;
- per il 2027 i plichi partiranno per raccomandata o con un altro mezzo altrettanto sicuro, salvo impossibilità comprovata;
- chi vota due volte rischia la reclusione da due a cinque anni (prima da uno a tre).
Restano uguali l’opzione per votare in Italia, il voto dei temporaneamente all’estero, l’invio del plico 18 giorni prima, il duplicato dal 14° giorno e la scadenza del giovedì. La legislatura in corso, iniziata il 13 ottobre 2022, dura cinque anni: le prossime politiche sono attese nel 2027, ma a ottobre 2026 una data non c’è. Molte pagine dei consolati, nei prossimi mesi, descriveranno ancora le vecchie quattro ripartizioni.
Come si vota per posta, passo per passo
Le regole sono quelle della legge 459 del 2001 e del suo regolamento, usate anche al referendum del marzo 2026.
- Arriva il plico. Il consolato lo spedisce entro il 18° giorno prima del voto in Italia. Dentro trovi il certificato elettorale con un tagliando, la scheda (o le schede, per esempio Camera e Senato), una busta piccola per la scheda, una busta già affrancata con l’indirizzo del consolato, le istruzioni e le liste dei candidati.
- Voti. Con una penna nera o blu fai un segno sul simbolo della lista e, se vuoi, scrivi il cognome dei candidati che preferisci accanto al simbolo. Una preferenza a un candidato di un’altra lista non vale.
- Chiudi le buste. Metti la scheda nella busta piccola e la chiudi. Poi metti la busta piccola e il tagliando staccato dal certificato nella busta affrancata.
- Spedisci subito. La legge dice di spedire entro il 10° giorno prima del voto, ma quello che conta è che la busta arrivi al consolato entro le ore 16, ora locale, del giovedì prima del voto in Italia. Le buste arrivate dopo vengono bruciate e il voto non conta. Al referendum del 2026 il consolato di Bruxelles permetteva anche di lasciarla nella sua cassetta postale: chiedi al tuo consolato se è possibile.
Cosa annulla il voto:
- una penna di colore diverso dal nero o dal blu;
- segni di riconoscimento sulla scheda o sulle buste;
- una busta aperta o strappata;
- più di un tagliando nella stessa busta;
- la busta arrivata in ritardo;
- dalle prossime politiche, anche il tagliando non firmato.
Le schede non valide all’estero sono tante. Alle politiche del 2022, per la Camera, il 13,19% delle schede arrivate dall’estero non era valido, bianche comprese; al referendum del marzo 2026 le nulle sono state il 7,71% all’estero, contro lo 0,39% in Italia (calcoli nostri sui dati Eligendo, che non indicano le cause).
Se il plico non arriva. Dal 14° giorno prima del voto puoi chiedere un duplicato al consolato. Il modo cambia da sede a sede: a Bruxelles (referendum 2026) e a Londra si andava di persona, a New York nel 2026 si poteva chiedere anche per email. Votare due volte, con il plico originale e con il duplicato, è un reato.
Lo spoglio si fa in Italia, nello stesso momento di quello dei seggi italiani, presso la Corte d’appello di Roma e gli uffici delle Corti d’appello di Milano, Bologna, Firenze e Napoli. I plichi che arrivano a Roma dopo l’inizio dello spoglio non si contano: al referendum del 2025 sono rimaste fuori le sezioni del Venezuela e alcune dei Paesi Bassi.
Posso votare in Italia anche se sono iscritto all’AIRE?
Sì, con l’opzione: una richiesta scritta al consolato, su carta libera o con il modulo del consolato, con nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza, la votazione a cui si riferisce, data e firma, e la copia di un documento d’identità. Senza tutti i dati o senza firma l’opzione “si intende non esercitata”. Si può mandare anche per email o PEC; conta la data in cui arriva al consolato, e tocca a te controllare che sia arrivata. Si può revocare entro lo stesso termine.
L’opzione vale per un solo voto e ha due scadenze diverse:
- per i referendum e le elezioni anticipate, entro il 10° giorno dopo l’indizione del voto (per il referendum di marzo 2026, con il decreto pubblicato in Gazzetta il 14 gennaio, era il 24 gennaio);
- per le politiche alla scadenza naturale della legislatura, entro il 31 dicembre dell’anno prima. Se le prossime politiche si terranno alla scadenza naturale, nel 2027, il termine sarà quindi il 31 dicembre 2026: è quello che dice la legge, ma a ottobre 2026 non abbiamo trovato ancora un avviso ufficiale. Controlla la pagina del tuo consolato.
Chi sceglie l’Italia vota nel seggio del proprio comune per i candidati del collegio italiano, non per quelli della circoscrizione Estero. Il viaggio non è rimborsato. Ci sono solo sconti sulla parte italiana del viaggio, decisi per ogni votazione: al referendum di marzo 2026, per esempio, il 70% sui treni nazionali di Trenitalia e Italo, autostrade gratis per gli elettori residenti all’estero (escluse quelle a sistema “aperto”), il 60% su alcuni traghetti e uno sconto di 40 euro sui voli nazionali di ITA Airways. Per avere gli sconti si mostrano la tessera elettorale, la cartolina-avviso del comune o la dichiarazione del consolato.
Non sono iscritto all’AIRE: posso votare dall’estero?
Sì, per le politiche e i referendum, se sei all’estero per almeno tre mesi per lavoro, studio o cure mediche e il giorno del voto cade in quel periodo. Vale anche per i familiari che vivono con te. Uno studente Erasmus rientra in questo caso se resta fuori almeno tre mesi (le fonti ufficiali non nominano l’Erasmus, ma la legge parla di “motivi di studio”).
L’opzione va mandata al tuo comune italiano, non al consolato, e deve arrivare entro il 32° giorno prima del voto: per il referendum di marzo 2026 la scadenza era il 18 febbraio. Si manda per posta, email o PEC, oppure a mano anche tramite un delegato, con la copia di un documento, l’indirizzo estero completo dove ricevere il plico, il consolato competente e la dichiarazione di avere i requisiti. Vale per una sola votazione.
Voti per corrispondenza come gli iscritti all’AIRE e per i candidati della circoscrizione Estero, non per quelli del tuo collegio in Italia. La stessa procedura vale per chi è iscritto all’AIRE ma si trova per qualche mese nella zona di un altro consolato.
Se non rientri in questi casi, per esempio sei in vacanza, voti solo tornando al tuo seggio in Italia.
Le elezioni europee
Per il Parlamento europeo le regole sono diverse, e non c’è il voto per posta.
- Vivi in un Paese UE e sei iscritto all’AIRE: voti per le liste italiane nei seggi aperti dai consolati (in consolati, istituti di cultura, scuole italiane), senza fare domanda. Il certificato elettorale con l’indirizzo del seggio arriva a casa; se non arriva entro il 5° giorno prima del voto, lo chiedi al consolato.
- In alternativa puoi votare per i candidati del Paese in cui vivi, iscrivendoti nelle sue liste: in quel caso esci dagli elenchi italiani all’estero. Mai tutte e due: il doppio voto è un reato, anche per chi ha due cittadinanze europee.
- Sei in un Paese UE per lavoro o studio, senza AIRE: puoi votare ai seggi consolari con una domanda che deve arrivare al consolato entro l’80° giorno prima dell’ultimo giorno di voto: non conta la data di spedizione (nel 2024 la scadenza era il 21 marzo). Qui le cure mediche non bastano.
- Vivi fuori dall’UE, anche nel Regno Unito o in Svizzera: voti solo tornando in Italia, nel tuo comune, che ti manda la cartolina-avviso.
Alle europee del 2024 gli elettori ammessi al voto nei seggi all’estero (cioè nei Paesi UE) erano 1.661.949 e hanno votato in 118.731, il 7,14% (Eligendo). Le prossime sono previste nel 2029.
Elezioni regionali e comunali: in Italia e nel Paese in cui vivi
In Italia. Per le elezioni regionali e comunali non c’è voto dall’estero, né per gli iscritti all’AIRE né per chi è fuori temporaneamente. Resti iscritto nelle liste elettorali del tuo comune AIRE, che ti manda una cartolina-avviso con la data: mostrandola hai diritto agli sconti sui viaggi. Alcune Regioni danno anche un’indennità: il Lazio, per esempio, riconosce 103,29 euro agli iscritti all’AIRE che rientrano a votare (FAQ delle regionali 2023).
Nel Paese in cui vivi. Come cittadino europeo puoi votare, e candidarti, alle elezioni comunali del Paese UE in cui vivi, alle stesse condizioni dei cittadini del posto (ma in Belgio, Francia e altri Paesi non puoi diventare sindaco). Le regole per iscriversi cambiano:
| Paese | Come ci si iscrive alle comunali |
|---|---|
| Germania, Paesi Bassi, Austria (escluso il Burgenland) | automaticamente |
| Belgio | con una domanda al comune (all’ultima tornata entro il 31 luglio 2024); poi il voto è obbligatorio |
| Francia | con una domanda per la lista elettorale complementare delle municipali |
| Spagna | con l’iscrizione al Padrón e una dichiarazione online all’istituto di statistica (INE) o in comune (ayuntamiento); per le municipali del 23 maggio 2027 entro il 30 dicembre 2026 |
| Lussemburgo | con una domanda entro il 55° giorno prima del voto; poi il voto è obbligatorio |
Regno Unito. Dopo la Brexit, in Inghilterra e Irlanda del Nord un cittadino italiano vota alle elezioni locali solo se ha il permesso di soggiorno (o non ne aveva bisogno) dal 31 dicembre 2020 senza interruzioni: chi è arrivato dopo non vota. In Scozia e in Galles votano gli stranieri con permesso di soggiorno, anche dai 16 anni. Alle elezioni politiche britanniche gli italiani non votano. Sono le regole indicate da GOV.UK (pagina aggiornata a ottobre 2024): prima di votare controlla che non siano cambiate.
Doppia cittadinanza. Chi ha anche la cittadinanza del Paese in cui vive vota lì come cittadino. Nelle norme italiane che abbiamo letto non c’è un divieto di votare anche alle elezioni nazionali dell’altro Paese: dipende dalle sue regole. Alle europee, invece, si vota una volta sola.
I Comites e le elezioni del 2026
I Comites, Comitati degli italiani all’estero, sono gli organi eletti che rappresentano la comunità italiana davanti a consolati e ambasciate. Esistono nelle circoscrizioni consolari con almeno 3.000 iscritti all’AIRE e hanno 12 membri, o 18 dove gli italiani sono più di 100.000 (nel 2026 per esempio Londra, Manchester e Parigi). Restano in carica cinque anni. Danno pareri al consolato, anche quello obbligatorio sui contributi alle associazioni, promuovono iniziative per la comunità e segnalano i problemi. Nella directory trovi per esempio i Comites di Londra, Parigi, Madrid, Berlino e Zurigo.
Elezioni dei Comites 2026: le date
- Entro il 4 novembre 2026 la tua domanda di iscrizione all’elenco degli elettori deve arrivare al consolato: se la mandi per posta, spediscila con anticipo. Senza domanda non ricevi la scheda.
- 4 dicembre 2026: è l’ultimo giorno in cui la busta votata deve arrivare al consolato, quindi va spedita prima.
- Chi vota: chi è iscritto all’AIRE e vive nella circoscrizione del consolato da almeno sei mesi alla data del voto.
- Come si chiede: su Fast It, per email con il modulo firmato e la copia di un documento, per posta o allo sportello. Il modulo si chiama “opzione inversa”. Il consolato di Bruxelles avvisa che non manda conferme di ricezione.
Le elezioni sono state indette il 3 settembre 2026 con decreti dei singoli consolati. A differenza di politiche e referendum, il plico arriva solo a chi lo chiede. Nel 2021 hanno votato 136.718 persone, il 74% di chi aveva fatto domanda ma solo il 2,9% degli elettori (relazione del Governo, dicembre 2021). Il numero di Comites al voto nel 2026 non è indicato nelle pagine ufficiali che abbiamo letto.
Sopra i Comites c’è il CGIE, Consiglio generale degli italiani all’estero: 63 membri, 43 eletti da assemblee formate dai Comites e dalle associazioni di ogni Paese e 20 nominati con decreto del Presidente del Consiglio su indicazione di associazioni dell’emigrazione, partiti, sindacati e patronati e stampa italiana all’estero, presieduto dal Ministro degli Esteri. Dà pareri obbligatori al Governo sulle politiche per gli italiani all’estero e si rinnova dopo i Comites: le assemblee si riuniscono entro quattro mesi dall’insediamento dei nuovi comitati.
Quanti italiani all’estero votano?
Gli elettori all’estero crescono: erano 3,5 milioni alle politiche del 2013, quasi 4,75 milioni nel 2022 e 5,48 milioni al referendum del marzo 2026. L’affluenza alle politiche, invece, dal 2008 scende. I dati del Ministero dell’Interno (Eligendo) per la Camera, circoscrizione Estero:
| Elezioni politiche | Elettori all’estero | Votanti | Affluenza |
|---|---|---|---|
| 2006 | 2.707.382 | 1.053.864 | 38,93% |
| 2008 | 2.924.178 | 1.155.411 | 39,51% |
| 2013 | 3.494.687 | 1.103.989 | 31,59% |
| 2018 | 4.230.854 | 1.262.422 | 29,84% |
| 2022 | 4.743.980 | 1.250.481 | 26,36% |
Nel 2022 in Italia l’affluenza alla Camera è stata del 63,91% (esclusa la Valle d’Aosta). All’estero è stata più alta in America meridionale (31,04%) e più bassa in America settentrionale e centrale (21,09%).
Ai referendum l’affluenza all’estero è stata del 30,76% nel dicembre 2016, del 23,30% nel 2020, del 16,08% nel 2022 e del 23,33% nel giugno 2025 (primo quesito). Al referendum costituzionale sulla giustizia del 22-23 marzo 2026 ha votato il 28,53% degli elettori all’estero: all’estero ha vinto il sì (56,34%), ma nel totale ha vinto il no (53,24%) e la riforma non è entrata in vigore.
Gli elettori all’estero contano nel quorum dei referendum abrogativi, che richiede la metà più uno degli aventi diritto: nel 2025 erano 5,3 milioni su 51,3 milioni. Il quorum non è stato raggiunto. I referendum costituzionali non hanno quorum.
Un po’ di storia, e i problemi del voto per posta
Fino ai primi anni Duemila, per le politiche e i referendum, chi viveva all’estero poteva votare solo tornando in Italia (per le europee, nei Paesi della Comunità europea, la legge prevedeva già i seggi consolari dal 1979). La legge costituzionale 1 del 2000 ha creato la circoscrizione Estero, quella del 2001 le ha dato 12 deputati e 6 senatori, e la legge 459 del 2001 ha introdotto il voto per corrispondenza. È legata al nome di Mirko Tremaglia, che nel 2003 era ministro per gli italiani nel mondo, e i giornali la chiamano spesso “legge Tremaglia”. Il primo voto per posta è stato quello dei referendum del giugno 2003; le prime politiche con la circoscrizione Estero quelle dell’aprile 2006.
Il voto per posta ha anche avuto problemi accertati dal Parlamento. Nel dicembre 2021 il Senato non ha convalidato l’elezione di un senatore eletto in America meridionale nel 2018: le perizie disposte dalla Procura di Roma su un campione di schede di Buenos Aires avevano trovato gruppi di schede compilate dalla “stessa mano”, e al suo posto è stato proclamato il candidato che aveva presentato ricorso. Esiti penali, nelle fonti che abbiamo consultato, non risultano. Per le politiche del 2022, a novembre 2025 la Giunta delle elezioni della Camera aveva proposto la convalida degli eletti in tre ripartizioni, mentre la verifica per l’America meridionale era ancora in corso; atti ufficiali successivi non li abbiamo trovati. La legge 180 del 2026 aggiunge nuove regole al voto per posta: tagliando firmato e stampato in modo da essere difficile da contraffare, raccomandata, conteggio pubblico dei plichi, pene più alte per chi vota due volte.
Il voto elettronico, a ottobre 2026, non risulta mai usato per politiche e referendum. Una legge del 2019 ha creato un fondo da un milione di euro per sperimentarlo, ma nel 2022 la prova è stata rinviata anche per i rischi di sicurezza informatica. L’unica prova reale è stata alle elezioni dei Comites del 2021, in 11 comitati tra cui Londra e Manchester: su 7.756 iscritti al voto digitale hanno votato online in 672. La legge 180 del 2026 non lo prevede.
Negli altri Paesi. La Francia ha 11 deputati e 12 senatori per i francesi all’estero, e alle legislative si può votare anche online. Il Portogallo elegge 4 deputati all’estero. La Spagna nel 2022 ha abolito il “voto rogado”, l’obbligo di chiedere ogni volta di votare, con cui meno del 10% degli elettori all’estero chiedeva la scheda.
Prima del prossimo voto: la checklist
- Controlla l’iscrizione all’AIRE e l’indirizzo sul portale Fast It: il plico va dove risulta che abiti.
- Comites: se vuoi votare, la tua domanda di iscrizione all’elenco elettorale deve arrivare al consolato entro il 4 novembre 2026.
- Segnati il giovedì prima del voto: la busta deve arrivare entro le ore 16, ora locale. Spedisci appena hai votato.
- Tieni a portata una penna nera o blu e non scrivere niente sulle buste.
- Se a 14 giorni dal voto il plico non è arrivato, chiedi il duplicato al consolato.
- Se vuoi votare in Italia, manda l’opzione al consolato in tempo e controlla che sia arrivata: tocca a te verificarlo.
- Se sei all’estero almeno 3 mesi per lavoro, studio o cure mediche e non sei iscritto all’AIRE, la tua opzione deve arrivare al comune entro il 32° giorno prima del voto.
- Se vivi in un Paese UE, valuta di iscriverti alle liste per le elezioni comunali del posto (in Spagna, entro il 30 dicembre 2026).
Per tutte le altre pratiche dopo il trasferimento ci sono il percorso “Mi trasferisco” e le guide alla burocrazia di Belgio, Regno Unito, Francia, Germania e Spagna.
Domande frequenti
Come si vota dall’estero alle elezioni politiche?
Se sei iscritto all’AIRE il consolato ti spedisce a casa il plico entro il 18° giorno prima del voto. Voti con penna nera o blu, metti la scheda nella busta piccola e questa, con il tagliando, nella busta affrancata. La busta deve arrivare al consolato entro le ore 16, ora locale, del giovedì prima del voto in Italia.
Non mi è arrivato il plico elettorale: cosa faccio?
Dal 14° giorno prima del voto puoi chiedere un duplicato al tuo consolato. Ogni sede ha le sue modalità: a Bruxelles (referendum 2026) e a Londra si andava di persona. Votare due volte è un reato.
Posso votare all’estero se non sono iscritto all’AIRE?
Per politiche e referendum sì, se sei all’estero almeno tre mesi per lavoro, studio o cure mediche e il voto cade in quel periodo: l’opzione deve arrivare al tuo comune entro il 32° giorno prima del voto, e voti per posta per la circoscrizione Estero. Per le europee serve una domanda al consolato e vale solo per lavoro o studio in un Paese UE. Per i Comites e per le elezioni regionali e comunali italiane no.
Gli iscritti all’AIRE possono votare alle elezioni comunali in Italia?
Sì, ma solo tornando in Italia: per le comunali e le regionali non c’è voto dall’estero. Il comune ti manda la cartolina-avviso, che dà diritto agli sconti sul viaggio.
Come ci si iscrive per votare ai Comites?
Chiedendo al tuo consolato l’iscrizione all’elenco elettorale: la domanda deve arrivare entro il 4 novembre 2026. Si manda su Fast It, per email, per posta o allo sportello, con la copia di un documento. Devi essere iscritto all’AIRE e vivere nella circoscrizione da almeno sei mesi. La busta votata deve arrivare entro il 4 dicembre 2026.
Gli italiani all’estero contano per il quorum dei referendum?
Sì. Sono aventi diritto come gli elettori in Italia e quindi entrano nel calcolo della metà più uno: nel 2025 erano 5,3 milioni su 51,3 milioni.
Cosa cambia con la nuova legge elettorale del 2026?
Dalle prossime politiche, per la Camera le ripartizioni dell’estero diventano due (Europa e resto del mondo) e per il Senato c’è un collegio unico con due preferenze. Il tagliando dovrà essere firmato, i plichi del 2027 partiranno per raccomandata o con un altro mezzo altrettanto sicuro e chi vota due volte rischia da due a cinque anni di carcere. La legge è in vigore dal 24 ottobre 2026.
Fonti
Norme e pagine ufficiali consultate tra il 20 e il 22 ottobre 2026.
Norme
- Costituzione, artt. 48, 56, 57, 60, 75 e 138; leggi costituzionali 17 gennaio 2000, n. 1, 23 gennaio 2001, n. 1 e 19 ottobre 2020, n. 1
- Legge 27 dicembre 2001, n. 459 (voto degli italiani all’estero; artt. 1, 4, 4-bis, 5, 6, 7, 8, 11, 12, 14, 18, 20, 23) e DPR 2 aprile 2003, n. 104 (regolamento; artt. 4, 14-18)
- Legge 9 ottobre 2026, n. 180, Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (Gazzetta Ufficiale n. 235 del 9 ottobre 2026, artt. 6 e 7); Camera, scheda dell’A.C. 2822
- DPR 21 luglio 2022, n. 97 (prima riunione delle Camere il 13 ottobre 2022)
- Decreto-legge 24 giugno 1994, n. 408, art. 3 (europee all’estero); DPR 20 marzo 1967, n. 223, art. 4; legge 7 febbraio 1979, n. 40, art. 6 (cartolina-avviso)
- Legge 23 ottobre 2003, n. 286 (Comites), DPR 29 dicembre 2003, n. 395, decreto-legge 30 maggio 2012, n. 67, art. 1 (domanda di iscrizione all’elenco); legge 6 novembre 1989, n. 368 (CGIE)
- Legge 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, commi 627-628 (fondo per il voto elettronico); decreto-legge 4 maggio 2022, n. 41, art. 6
Ministeri e consolati
- Ministero degli Esteri, Elezioni politiche e referendum, Elezioni del Parlamento europeo, Elezioni dei Comites 2026 (20 luglio 2026)
- Consolato Generale a Bruxelles, voto all’estero (referendum 2025 e 2026) e Comites 2026; Consolato Generale a Londra, Elezioni politiche e referendum, indizione dei Comites e modalità di iscrizione (18 settembre 2026); Consolato Generale a Parigi, Comites 2026; Consolato Generale a New York, referendum confermativo 2026; Consolato a Francoforte, nota sugli elettori temporaneamente all’estero (gennaio 2026)
- Ministero dell’Interno, FAQ elezioni europee 2024, FAQ amministrative 2026 e FAQ regionali 2024; circolare sulle agevolazioni di viaggio per il referendum del 22-23 marzo 2026 (ripresa dalla Prefettura di Oristano); Regione Lazio, FAQ regionali 2023
- Consolato a Manchester, indizione delle elezioni del Comites (aggiornata il 2 ottobre 2026)
- Governo, relazione all’Assemblea plenaria del CGIE del 14 dicembre 2021 (elezioni dei Comites 2021); Ministero degli Esteri, Portale voto elettronico, relazione finale (luglio 2022)
Dati
- Ministero dell’Interno, Eligendo, archivio storico delle elezioni: Camera e Senato, circoscrizione Estero 2006, 2008, 2013, 2018 e 2022; referendum 2016, 2020, 2022, 8-9 giugno 2025 e 22-23 marzo 2026; europee del 9 giugno 2024
- Senato, Doc. III n. 5 della XVIII legislatura (elezione contestata, America meridionale), resoconto della Giunta delle elezioni del 18 maggio 2022 e scheda del senatore subentrato (mancata convalida deliberata il 2 dicembre 2021); Camera, Giunta delle elezioni, bollettino del 5 novembre 2025
- Camera, relazione all’A.C. 3843 della XIV legislatura (primo voto per corrispondenza, 2003)
Altri Paesi
- Your Europe, Elezioni comunali e FAQ sulle elezioni nel Paese d’origine (1 luglio 2026)
- Belgio: Wallonie.be, iscrizione al registro degli elettori (2 ottobre 2026); Francia: Service-Public, voto dei cittadini europei; Spagna: INE, municipali 2027 e cittadini UE (30 settembre 2026); Lussemburgo: Guichet.lu, iscrizione alle liste comunali; Regno Unito: GOV.UK, Types of election and who can vote
- Francia: France Diplomatie, Voter à l’étranger (18 settembre 2026); Portogallo: Assembleia da República, legge elettorale; Spagna: Ley Orgánica 12/2022
Ultimo aggiornamento: ottobre 2026
Altri articoli del Magazine

Trasferirsi: diritti e burocrazia
Doppia cittadinanza: quali Paesi la permettono agli italiani e quali no
L'Italia ammette la doppia cittadinanza, ma decide anche l'altro Paese: chi chiede di rinunciare, Paese per Paese, e come riaverla se l'hai persa.
Leggi l'articolo

Trasferirsi: diritti e burocrazia
Cittadinanza italiana per discendenza: cosa è cambiato con la riforma del 2025
Chi è nato all'estero con un'altra cittadinanza non è più italiano in automatico, anche se nato prima del 2025: eccezioni, figli, sentenze e strade…
Leggi l'articolo

Trasferirsi: diritti e burocrazia
Checklist per trasferirsi all’estero: cosa fare 3 mesi, 1 mese e 1 settimana prima (e nei primi giorni dopo l’arrivo)
Cosa fare 3 mesi, 1 mese e 1 settimana prima di trasferirti all'estero, e nei primi giorni: documenti, SPID, AIRE, sanità, animali, auto. Con…
Leggi l'articolo